Tag
Arnold Böcklin, Candida rosa, Colpa, Dignità, Grande silenzio, Isola dei morti, Macchia, Parola, Poesia, Redenzione, Sbaglio, Silenzio, Suono

Arnold Böcklin: L'isola dei morti – terza versione (1883)
26 giugno 2006
*
Ancora andavo cercando la parola che avevo perduto.
Quando ormai l’ebbi pronunciata, il doloroso suono s’infranse e il cielo lo prese.
*
Attraversai cianotici deserti d’ipocrisia, guadai purpurei fiumi di dolore.
Lo sbaglio che feci m’insegnò a camminare.
*
La parola della colpa non aveva più suono.
Già lontana quando, smarrito, annusavo l’aria carezzandone i movimenti.
*
Così disilluso, mi recai all’intima fonte della dignità mia.
Vi bagnai le mani per lavarne la macchia.
*
Nell’antica grotta attesi lunghe notti di Sole.
Ingannandomi, camminai nel vapore.
*
Rischiarato lo sguardo, finalmente la vidi:
Su di sé Lei la prese, mia colpa.
*
A lecita domanda Lei rispose cortesia, muovendo labbra di candida rosa.
Ella non disse che questo: “La colpa non reclama se non il grande silenzio”.
*
E Io tacqui, poiché ora sapevo.
Nel grande silenzio mi spansi già che tutto era compiuto.