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Anime, Bleach, Comics, Death Note, Disegno, Estetica, Evangelion, Forma, Fumetto, Manga, Narrazione, Scrittura, Sostanza, Storia, Utena

"Il destino della distruzione è anche la gioia della rinascita." – The End of Evangelion
Io guardo anime (… e leggo manga).
Ebbene sì, io vivo di anime (… e di manga) e, ultimamente, dopo un assuefacente peregrinare tra sciatti telefilm, sempre di più. E chi mi conosce lo sa… potrei anche parlarne per ore eviscerandone gli aspetti simbolici e i riferimenti archetipici nella trama.
Perché gli anime? Ne parlavo giusto qualche giorno fa…
Il perché risiede nelle storie che raccontano: certo, ne esistono di un po’ tutti i generi e tagli, ma in generale sanno raccontare storie che hanno un inizio, uno svolgimento (o più) e soprattutto una fine. Perché a differenza dei cartoni animati occidentali, quelli giapponesi, almeno nella loro forma più comune, rendono conto della continuità della storia che raccontano, non annacquano il personaggio in tutte le situazioni possibili con trecento diverse saghe parallele (vedi i comics americani), oppure lo stesso personaggio bloccato nella ripetizione ciclica della trama in ogni singolo episodio (vedi il fumetto italiano).
No. Gli Anime (e i manga) non lo fanno
Gli anime ti raccontano passato, presente e futuro del personaggio che ami, sia esso amico o nemico (spesso è anche più importante); sia esso primario o comprimario. Ogni personaggio assume una serie di forme (anche visivamente differenziate) che contribuiscono in modo unico alla trama e non ritorneranno affatto allo stadio precedente, saranno cambiati per sempre così come è nella natura delle cose che vivono nel tempo e nello spazio (ad eccezione di qualche OAV o puntata speciale di dubbia qualità e utilità).
E poi, l’estetica
L’estetica degli anime è tutto, ne è infatti anche la sostanza. Ovvero: l’apparenza di un personaggio non è mai fine a se stessa ma esprime nei minimi dettagli molto di più di quanto non possano fare le parole. Parlano con le loro mosse, nomi esotici, trasformazioni, frasari ad effetto. C’è una perfetta corrispondenza (e quindi comunicazione) tra forma e sostanza, contenuto e contenitore, tanto che diventano quasi inscindibili. La forma assume quindi un significato profondo, e la sostanza assume una forma accattivante.
E lo dirò: gli anime sono la vera fonte d’ispirazione quando immagino le storie che mi piacerebbe leggere
Anzi. Il mio obiettivo stilistico è quello di rendere l’estetica dell’anime/manga adatta al romanzo, restituire al mondo delle idee (sostanza) i disegni (forma) di cui sono fatti gli anime, e di cui mi sono cibato per così tanto tempo (aggiungete poi varia letteratura, da Isabella Santacroce a Michael Ende passando per Narnia, Hogwarts, Il Mondo Perduto etc.). Perché non disegnare fumetti, direte voi… me lo sono chiesto anch’io, e c’ho pure provato, ma non sento affatto lo stesso trasporto estatico dello scrivere… credo che la mia capacità di disegnare sia stata interiorizzata, e quindi resa nuovamente all’esterno come scrittura (e anche questa è una storia lunga e piena di trasformazioni).
Anime miei, dunque.
Ma ora devo andare… devo sconfanarmi cinque o sei episodi di Bleach
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PS: Quali anime mi piacciono, vi starete chiedendo? Beh, attualmente la mia personale classifica si compone di:
Questi sono, attualmente, i miei preferiti. Cos’hanno in comune? L’altissimo tasso di simbolismo e (quindi) psicologia: Evangelion è un trattato di esoterismo in chiave moderna, Death Note è una mappa frenologica della mente umana e delle sue dissociazioni, Utena è l’allegoria perfetta del passaggio dall’infanzia all’adolescenza e quindi alla maturità (deflorazioni comprese).
Tra questi tre, la migliore narrazione spetta a Death Note. Il miglior uso e riproposizione degli archetipi a Utena. Evangelion, invece, è semplicemente un capolavoro da pressoché tutti i punti di vista (esempio: la regia fa a pezzi la maggior parte delle produzioni cinematografiche), la cui complessità spiazza i più (ebbene sì, coloro che lo detestano sono immancabilmente gli stessi che non c’hanno davvero capito una mazza. Riprovate, potete farcela!).
Quali altri? In rigoroso ordine sparso (presenti e passati): Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco), Naruto, Bleach (che è appunto il mio nuovo mantra…), Rayearth (di cui non citerò il titolo italiano), Slayers (… e nemmeno di questo), Card Captor Sakura, Excel Saga, Abenobashi, Chobits, Sailor Moon, Perforatore dei Cieli Tengen Toppa (eh si, si chiama così!), e diciamo etc.