Le Dodici Notti Sante – Seconda Parte: 1–6 gennaio

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Dopo aver visto le Quattro Settimane d’Avvento e la Prima Parte delle Notti Sante, proseguiamo ora con le successive Notti Sante, dal primo dell’anno fino all’Epifania.

Dobbiamo comprendere in modo del tutto diverso queste ultime cinque Notti Sante. Le prime quattro sono comprese nelle Dodici Notti Santi iniziali, l’ultima, la Tredicesima, è una Notte Santa del tutto peculiare che si pone come centro e culmine di tutto il periodo delle Notti Sante. Qui la corrente del Passato, attiva con il Rimembrare nello Spirito dei Pastori, si esaurisce in quanto le forze cosmiche del Macrocosmo (Esagramma o Sigillo di David) si trasformano in quelle individualizzate del Microcosmo (Pentagramma o Sigillo di Salomone).

Alla mezzanotte di Capodanno ci siamo distaccati dallo Spirito di Popolo (Arcangelo): significa che il nostro corpo astrale viene momentaneamente liberato dal Karma del popolo, così da poter introdurre un nuovo impulso evolutivo in tutti quegli Uomini di Buona Volontà, cioè coloro che sono sulla via esoterica, che saranno in grado di coglierlo. Venendo interrotto quel cordone ombelicale che ci lega allo Spirito di Popolo, riceviamo l’impulso diretto delle Gerarchie Superiori, la Seconda e perfino la Terza attraverso la Seconda. Questa è la ragione per cui nella tradizione popolare si esprime un desiderio allo scoccare della mezzanotte: il “desiderio”, “de-sidereo” che proviene dalle regioni celesti più alte dovrà essere un proposito evolutivo, tanto per l’interiorità che per il mondo.

Non solo, in quel momento anche il fluire del tempo viene sospeso, arriviamo al punto che il “respiro della Terra” viene trattenuto a tal punto che l’etere della Terra, nel cui scorrere si forma il tempo, si ferma. Come in una staffetta cosmica, lo Spirito dell’anno passato passa la mano a quello dell’anno futuro (Archai). Il tempo è in effetti il dispiegarsi della costituzione occulta di un Archai (o Principato), nel cui fluire gli esseri che sono incarnati in un corpo fisico vivono. L’avvicendarsi delle stagioni nel corso dell’anno è dovuto agli Spiriti dei Periodi Ciclici, degli esseri che discendono dalla Prima Gerarchia, che regolano l’attività tanto delle anime di gruppo vegetali e animali che agli esseri elementali.

In quell’attimo possiamo avere la percezione dell’Eterno Presente, cioè la dimensione in cui l’Io individuale è allineato con l’Io superiore avendo la possibilità di ricevere ispirazioni. L’atmosfera è qui quella che nella Meditazione della Pietra di Fondazione viene detta di Presenza nello Spirito (o Riflessione) che può essere esercitata solo grazie al distacco dall’Anima di Popolo e dallo Spirito del Tempo. Tanto il distacco dallo Spirito di Popolo (Arcangelo) che quello dello Spirito del Tempo (Archai), ci permette di inserire nuovi impulsi nella continuità spazio-temporale dove avviene l’evoluzione dell’Io che si incarna in un corpo fisico umano. Viceversa ogni anno non sarebbe che l’eterna ricapitolazione del precedente.

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