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Arild Rosenkrantz: Mondo minerale (1957)

Cresce lento, passa inosservato, da celle primitive scaturisce in una miriade di stentoree forme, geometrica arte. Musica solida, i sette sistemi cristallini, concretizzano la realtà nelle sue forme naturali o artigianali, le montagne come i grattacieli.

Non solo fuori l’essere umano: così come il Regno Animale e Vegetale, anch’esso gli è dentro. Ne forma insieme la parte più dura e fondamentale, lo scheletro: per metà inorganico è di calcio fosfato, carbonato e fluoruro, mentre di magnesio fosfato; di sali minerali è l’urna.

Permette al corpo di render grazie alla legge dei minimi, per ognuno dei micronutrienti un poco nella giusta quantità: macroelementi e oligoelementi, siano essi in traccia o ultra-traccia; essenziali cofattori diventano d’enzimi e ormoni, regolano del corpo l’estensione nel tempo, la crescita; l’espansione nello spazio, lo sviluppo. Orchestra difese per l’apparato immunitario; regola le forze di generazione, la riproduzione.

Reca in sé la meccanica, e porta la fisica nel mondo organico di cui è ricoperto: leve, cardini, perni, cerniere; rotazioni, antagonismi, aperture e chiusure; muove da dentro ciò che è mollemente drappeggiato su di esso al di fuori. Salto, corsa, nuoto; tutto il fluido movimento è basato sulla solidità minerale. Mordere, masticare, sorridere; lo smalto è cristallo in bocca.

Scheletro, apoteosi d’eleganza formale e sintesi dell’organismo forma, per questo perdura al tempo, e cenere alla cenere torna alla Terra: fossile diventa, fantoma organico riempito d’inorganica roccia, imperituro testimone d’antichi atti creativi e passate evoluzioni, memento mori dell’essere umano, a ricordare che il passato non viene mai meno, bensì solo sepolto.

… è quel regno ignorato dai più, di solidi caleidoscopici coro: il Regno Minerale.

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