Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il quarto sigillo dell'Apocalisse secondo Steiner – Clara Rettich (1911)

Il quarto sigillo dell’Apocalisse secondo Steiner – Clara Rettich (1911)

Per quanto riguarda il confronto con la concezione cattolica della vita spirituale dopo la morte, pur essendo apparentemente più completa di altre confessioni cristiane, non raggiunge la profondità evolutiva dell’antroposofia. Contiene infatti un forte elemento “infantile” e de-responsabilizzante per negazione dello spirito umano. Viene mantenuto arretrato lo sviluppo dell’Io: si ricade nel dualismo corpo-anima, tagliando il legame dell’essere umano tripartito (corpo-anima-spirito) con la Trinità.

L’elemento spirituale individuale viene portato a maturazione in Occidente proprio dalla Scienza dello Spirito di Steiner. Si può vedere come attraverso un confronto:
– Nell’antroposofia, il giudizio individuale non avviene per tramite di Dio (inteso come Trinità), ma tramite la capacità di discernimento dell’Io sul corpo astrale, con l’assistenza delle gerarchie. Solo successivamente, al Giudizio Finale, ovvero al passaggio alla prossima incarnazione della Terra, il Cristo sarà il giudice dell’umanità complessivamente (evento che per l’iniziato corrisponde all’incontro col Grande Guardiano della Soglia);
– Inoltre, fino alla fine della metamorfosi attuale della Terra (la seconda metà della quarta metamorfosi, chiamata Terra-Mercurio) il passaggio negli stati di Inferno-Purgatorio-Paradiso sono solo temporanei e si susseguono nel periodo tra morte e incarnazione successiva. Sono stati di coscienza entro il kama-loka, mondo astrale, in cui avviene la purificazione dell’Io da ciò che, essendo legato solo al corpo e alla terra, non è essenziale alla successiva incarnazione;
– Il Giudizio Finale descritto dall’Apocalisse di Giovanni corrisponde infine al passaggio alla successiva incarnazione della Terra, il Futuro Giove. Qui la materia verrà spiritualizzata a etere, che sarà la sua manifestazione più densa;
– La resurrezione del corpo non è ingenuamente del corpo fisico, così come lo conosciamo in una singola incarnazione, con la sua personalità idealizzata, ma si tratta dell’Uomo-Spirito, o corpo fisico trasformato dall’azione cosciente dell’Io nella materia attraverso l’esperienza (o nell’interpretazione di Prokofieff, il Corpo di Resurrezione). L’evoluzione dell’individualità diviene immutabile solo alla divisione al 666 (6a incarnazione planetaria della Futura Venere; 6a ronda; 6o globo) ovvero all’ultima possibilità di redenzione del male (che si presenta sotto tre diverse nature: Luciferico-Arimanico-Asurico). Vi sarà dunque un’apocatastasi, ma non totale. Tuttavia missione spirituale dell’umanità è redimere il male, spiritualizzando la materia: tanto più oscuro è il male, tanto più elevata sarà la sua spiritualizzazione;
– Le anime dopo la morte scelgono attivamente le condizioni della prossima incarnazione sulla base delle passate esperienze e sui progetti futuri, dunque potendosi redimere fino al 666. Il cattolicesimo ovviamente non contempla la reincarnazione, bandita insieme allo spirito umano per paura delle chiese gnostiche durante il Concilio di Costantinopoli IV dell’869;
– I peccatori non pentiti del cattolicesimo, o anime dannate, sono in antroposofia le “anime incorreggibili” oltre il 666: sono coloro che avranno consciamente scelto una delle tre nature del male. Andranno a far parte della Luna Nera, chiamata anche Ottava Sfera: non vengono distrutti ma vanno ad aggiungersi alle schiere di spiriti ostacolatori, luciferici e arimanici. L’Ottava Sfera è infatti la loro metamorfosi planetaria alternativa alla Terra. Il loro destino si separerà dal resto dell’evoluzione spirituale.

Dunque il cattolicesimo, come è sua prerogativa, presenta in forma dogmatica e assoluta (immutabile) tutto ciò che non è in grado di spiegare consciamente, ovvero attraverso un processo evolutivo dell’Io individuale. Per questo motivo fa permanere l’Io individuale del fedele in uno stato solo parzialmente incarnato, di gruppo (il gregge), facendolo dipendere dall’infallibile potere papale e dottrinario.
Non si tratta però d’opporre dogma contro dogma. Anzi, l’antroposofia ci chiede che l’antroposofia stessa venga fatta propria attraverso l’esperienza individuale. Il cattolicesimo chiede di credere, l’antroposofia di comprendere.

In conclusione cattolicesimo e antroposofia sono solo apparentemente simili riguardo all’argomento della vita dopo la morte, proprio perché nel cattolicesimo manca l’elemento esoterico dell’evoluzione cosmica attraverso la reincarnazione e metamorfosi dell’Io.

Annunci