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Johann Georg Gichten: Theosophia Practica (1638)

Johann Georg Gichten: Theosophia Practica (1638)

I Sette Sacri Pianeti dell’alchimia sono il riflesso macrocosmico dei sette Genii Planetari, o Sette Arcangeli. Come nel macrocosmo esistono sette pianeti, così nel microcosmo esistono riflessi della loro natura spirituale: questi sono i metalli, i frutti delle viscere della Terra, le cui proprietà alchemiche riflettono il comportamento degli erranti pianeti nella volta celeste. (Urano, Nettuno e Plutone sono pianeti esterni che non fanno parte della catena planetaria della Terra che diede origine ai sette pianeti più la Terra). Inoltre, prima di passare nel corpo della Terra, gli influssi dei pianeti si riflettono nel corpo eterico dell’uomo formando sette centri astrali, delle ruote di corrente astrale, che prendono il nome di chakra nella tradizione orientale. Gli stessi influssi raggiungono poi il corpo eterico, formando i sette organi eterici, fondamentali per stabilire l’equilibrio vitale tra il corpo umano e il corpo del cosmo. Segue il nome del pianeta, quello del metallo, del chakra e infine dell’organo eterico:

  1. Saturno – Piombo – Sahasrara o Corona – Milza
  2. Giove – Stagno – Ajna o Terzo Occhio – Fegato
  3. Marte – Ferro – Vishuddha o Gola – Cistifellea
  4. Sole – Oro – Anahata o Cuore – Cuore
  5. Venere – Rame – Manipura o Plesso Solare – Reni
  6. Mercurio – Mercurio – Svadhisthana o Plesso Sacrale – Polmoni
  7. Luna – Argento – Muladhara o Radice – Genitali / Cervello

pianeta virtù vizi chakra organi suoni

Ogni chakra corrisponde anche a una vocalizzazione primordiale dell’essere umano. I suoni associati ai chakra fanno parte degli esercizi fondamentali di euritmia:

  • Aum: è il suono che procede dagli antichi misteri atlantici e rappresenta la vibrazione della creazione pervadente l’intero cosmo. Conferisce l’idea dell’origine divina del tutto.
  • I: in moltissime lingue è ancora oggi il suono dell’individualità: in italiano è “Io”, francese “Je”, in tedesco “Ich”, in inglese “I”. È il suono della manifestazione dell’Io sulla Terra. Conferisce la propria identità profonda.
  • E: è il suono che si frappone tra l’Io e l’apertura verso il mondo, la difesa dell’individualità. Conferisce la forza per essere se stessi.
  • A: è il suono dell’apertura verso il mondo e la ricettività verso la meraviglia del cosmo. Conferisce l’amore per il prossimo.
  • O aperta: è il suono dell’abbracciare il mondo, di contenere il macrocosmo nel microcosmo. Conferisce la comunione tra microcosmo e macrocosmo.
  • O chiusa: è il suono del dubbio. Conferisce la possibilità di cambiare.
  • U: è il suono del dolore e della paura. Conferisce la possibilità di imparare dai propri errori.

I Sette Sacri Pianeti sono presieduti dai Sette Elohim, entità angeliche del quarto coro della Seconda Gerarchia (chiamati anche Potestà). Questi esseri spirituali si esprimono anche come l’essenza dei pianeti e dunque sono i veri e propri archetipi dell’evoluzione che possiamo chiamare Sette Archetipi Planetari. Ognuno di essi corrisponde a uno dei sette giorni della Settimana Cosmica, chiamati anche Sette Metamorfosi della Terra. Dopo il settimo stadio se ne aggiunge un’ottavo, il Futuro Vulcano, che corrisponde all’ultimo stadio di evoluzione della Terra, quando essa si sarà trasformata in nel nuovo Sole.

Così descritti, questi archetipi planetari sono del tutto corrispondenti ai Sette Raggi della Teosofia, anche se superficialmente, a causa delle diverse attribuzioni cromatiche e planetarie, non sembrerebbe.

  1. Primo Raggio Volontà – Potere: corrisponde alla creazione prima dalla volontà del Padre, attraverso il calore dell’Antico Saturno;
  2. Secondo Raggio Amore – Saggezza: corrisponde all’amore del Figlio, attraverso l’aria dell’Antica Luna;
  3. Terzo Raggio Intelligenza attiva – Adattabilità: corrisponde all’intelligenza dello Spirito Santo, attraverso l’acqua dell’Antica Luna;
  4. Quarto Raggio Armonia tramite Conflitto – Bellezza: corrisponde alla prima fase della metamorfosi della Terra-Marte, dove vigeva la legge di Jehovah dell’Antico Testamento;
  5. Quinto Raggio Conoscenza Concreta – Scienza: corrisponde alla seconda fase della metamorfosi della Terra-Mercurio, dove vige la regola aurea di Cristo del Nuovo Testamento;
  6. Sesto Raggio Devozione – Idealismo: corrisponde alla coscienza immaginativa dello Spirito Santo, attraverso l’acqua del Futuro Giove;
  7. Settimo Raggio Ordine Cerimoniale – Magia: corrisponde alla coscienza ispirata del Figlio, attraverso l’aria della Futura Venere;
    Nella teosofia non vi è un ottavo raggio; mentre l’antroposofia considera l’archetipo del
  8. Futuro Vulcano come una ripetizione condensata di tutta l’evoluzione precedente su un’ottava superiore, con il raggiungimento della coscienza intuitiva del Padre nel calore di Vulcano.

Sette Archetipi Raggi

I sentieri di attivazione di questi centri astrali ed eterici corrispondono alle quattro fasi della Grande Opera dell’alchimia per produrre la Pietra Filosofale e l’Elisir di Lungavita:

  1. Nigredo: in cui viene deposta la falsa immagine dell’Io inferiore, i vizi si decompongono scurendo il guscio che tiene prigioniera l’anima. I sette chakra planetari vengono attraversati nell’ordine in cui si trovano nel sistema occulto dei pianeti, ovvero nel sistema geocentrico: Saturno – Giove – Marte – Sole – Venere – Mercurio – Luna.
  2. Albedo: l’anima si risveglia a nuova vita, essendosi purificata da tutte le sue componenti corruttibili. Albeggia in lei la nuova vita. Il percorso è una spirale attraverso i sette chakra planetari: Sole – Venere – Marte – Mercurio – Giove – Luna – Saturno.
  3. Rubedo: l’anima purificata è finalmente in grado di compiere il sacrificio dell’io inferiore (ego astrale) e si veste del rosso del sangue di Cristo. L’ego astrale sanguina dalla croce degli elementi dove è stato crocifisso, unendo così gli opposti e contrari. I chakra planetari vengono attraversati in una danza che alterna pianeti sottosolari e soprasolari: Sole – Luna – Marte – Mercurio – Giove – Venere – Saturno
  4. Auredo: nella fase finale della Grande Opera l’anima è santificata e comincia a risplendere di propria luce, dorata. “Il nostro non è l’oro del volgo”, l’oro dei filosofi è stato fatto entro l’anima umana, per effetto dell’azione dello spirito solare. L’io inferiore è stato del tutto trasformato nell’Io superiore, seguendo il motto di San Paolo “Non io, ma il Cristo in me!”. I chakra planetari vengono attraversati nello stesso ordine dell’evoluzione cosmica, ovvero la settimana cosmica: Saturno (Sabato) – Sole (Domenica) – Luna (Lunedì) – Marte (Martedì) – Mercurio (Mercoledì) – Giove (Giovedì) – Venere (Venerdì). Si ritorna poi a Saturno, ma ora un’ottava sopra il primo compimento della Grande Opera, raggiungendo così lo stadio di Vulcano.

A proposito dell’armonizzazione dei sette pianeti nel senso del cristianesimo esoterico, ecco dei versi di San Paolo agli Efesini (6:14-19) a cui è possibile associare i doni celesti dei sette pianeti, a formare un armamento spirituale:

State saldi, cinti i fianchi con la verità. – Luna

Rivestitevi della corazza dell’autentico essere superiore. – Sole

Calzate i piedi con la disponibilità a diffondere la pace come messaggio che proviene dagli angeli. – Mercurio

In ogni vostra azione impugnate lo scudo della fede, col quale potete estinguere tutte le frecce infuocate del Male. – Saturno

Prendete nel vostro pensiero la certezza della salvezza, essa protegge il vostro capo come un elmo, – Giove

e afferrate la spada dello Spirito che è la parola di Dio. – Marte

… includete pure me nelle vostre preghiere. – Venere

La personalità di Paolo di Tarso viene sempre rappresentata con una spada: il ferro della lama a doppio taglio della spada è la metamorfosi dal feroce Saulo, persecutore dei cristiani, a Paolo, lo strumento di Cristo. La fulminazione sulla via di Damasco, è la prima testimonianza della visione del Cristo Eterico. Saulo cambia nome in Paolo poiché ha affrontato le ombre che i sette pianeti proiettavano in lui dall’esterno: da schiavo delle influenze planetarie dell’antica saggezza pagana ormai decaduta, irradia ora dalla sua interiorità la stessa luce di quegli astri, come il Sole, facendo sì che questi si manifestino in lui come nuova saggezza capace di prendere il controllo del libero arbitrio. È la redenzione dell’Ombra. Questi armatura, scudo e spada sono lo stesso armamento sacro dei Cavalieri della Tavola Rotonda. La spada è dunque la controparte fisica del Verbo:

Non Io, ma il Cristo in me!

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