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William Blake: La visione di Ezechiele (1805)

William Blake: La visione di Ezechiele (1805)

Lo studio qui proposto è basato sull’articolo di Andrea Franco “La Guerra Occulta, gli UFO e l’Ottava Sfera” apparso sul numero 2 della rivista “Antroposofia” nel 2003 (scarica qui il PDF: Andrea Franco – La Guerra Occulta). Inoltre, a questo proposito si può leggere un articolo collegato dell’amico antroposofo Tiziano Bellucci: “Extraterrestri, alieni, UFO, cerchi nel grano: testimonianze di altri mondi?”.

In Italia, ultimamente, si sente spesso parlare del lavoro di Mauro Biglino e della sua esegesi dell’Antico Testamento, ma questo autore è solo l’ultimo di una lunga fila di studiosi di testi sacri, dopo Zecharia Sitchin, Erich von Däniken, Peter Kolosimo, Mario Pincherle e altri che sostituiscono le apparizioni di angeli e altre entità spirituali con gli alieni propri dell’ufologia. Sono tutti autori moderni, che hanno subito il fascino sensazionale della mania UFO tanto da farne non solo una scienza, ma anche una religione. Dilagata dagli anni ’50 in poi dagli Stati Uniti e Russia durante la Guerra Fredda, a quel tempo si scrutavano i cieli le anime colme di terrore d’essere spiati o attaccati dal cielo. Il cielo aveva già da tempo cessato di essere il Cielo dei mondi spirituali così, invece di essere d’ispirazione verso alti ideali e dimora di esseri spirituali, divenne spazio freddo e profondo pieno di minacce, tanto più temibili quanto più nascoste. Lo scenario di una guerra occulta.

Gli autori citati propongono la cosiddetta “teoria degli antichi astronauti“, la cui caratteristica principale è sostituire lo spirito nei testi sacri di tutte le antiche culture (babilonese, ebraica, egiziana, azteca, maya e così via) con l’ufologia. Facendo questo, questi ufologi compiono una vera operazione di contraffazione dello spirito che però ha le sue basi negli influssi che spirito stesso subisce: per la precisione dello spirito della fredda conoscenza Lucifero che, come di sua abitudine, si allea con Arimane, lo spirito del materialismo.

Questi ufologi, propugnatori della teoria degli antichi astronauti, infatti sono persone il cui forte sentimento di obbedienza religiosa (“cattolico” nel senso morale del termine) si è completamente fuso col loro materialismo scientifico così che da un lato vengono esposti agli attacchi di spiriti luciferici facendo rinascere il dogmatismo dell’interpretazione letterale dei testi sacri (anche se immaginativi o mitologici) e, dall’altro, a quello di spiriti arimanici che sostituiscono lo spirito con la materia, ovvero gli angeli con gli alieni. Questi alieni, a differenza delle gerarchie spirituali di cui effettivamente parlano i sacri testi da loro studiato, hanno proprietà del mondo fisico: peso, numero e misura. Sono materia! Sono slegati dalle leggi fisico-chimiche della natura terrestre solo in virtù della loro evoluzione organica, precedente a quella dell’essere umano e della vita sulla terra (teoria della panspermia guidata).

L’ufologia infatti è una pseudoscienza spirituale: ovvero è una contraffazione della scienza dello spirito. Usa il metodo e termini della scienza materialistica (dati, ipotesi e teorie) studiando i fenomeni paranormali in grado di catalizzare l’interesse delle masse, di fatto sostituendo gli antichi misteri dei culti iniziatici con X-Files buoni per i telefilm. L’approccio fenomenologico tramite “idee ed esperienze dirette” viene infatti aborrito, in quanto l’ufologia nono solo utilizza i mezzi della scienza materialista, ma aspira a divenire parte della scienza ufficiale. Il suo status di pseudoscienza viene considerato dai suoi sostenitori solo temporaneo, in attesa che la scienza ufficiale la riconosca come sua pari. La scienza ufficiale da parte sua condanna indefinitamente l’ufologia a pseudoscienza, poiché seppur ne utilizza i metodi (bene o male) considera il suo oggetto di indagine (UFO e alieni) spiegabili in altri modi più semplici, seguendo il principio razionalista del rasoio di Occam. Seguendo questo principio, dal punto di vista della scienza materialistica, è comunque più probabile la teoria degli antichi astronauti che i misteri iniziatici oltre la Soglia!

Si ottiene così una vera decadenza della spiritualità nel materialismo. Il paradosso è che questa ufologia si propone perfino come religiosa (vedi il movimento raeliano) quando invece è più simile alla scienza materialistica di quanto la scienza ufficiale non creda. Lo stesso concetto della teoria degli antichi astronauti si ritrova come fondamento della cosmologia di scientology, in cui i romanzi di fantascienza del fondatore Ron L. Hubbard vengono usati come descrizioni accurate del passato della storia cosmica.

Questo fu predetto da Rudolf Steiner, in un modo che potremmo riassumere come:

Quando il materialismo raggiungerà il suo limite estremo, si tradurrà in uno spiritualismo materialista, unendo gli sforzi di Lucifero e Arimane in un solo attacco combinato all’anima umana.

Esattamente come nelle tentazioni nel deserto. Ovviamente, dato il successo di tali speculazioni nel pubblico, si può dedurre quanto sia difficile comprendere l’assurdità di tali affermazioni in ambito spirituale. Siamo troppo assuefatti di materialismo per capire l’inganno di tali affabulazioni, buone al massimo come metafore nei romanzi e al cinema.

Più specificamente, Nei testi di tali autori infatti, è perfettamente sostituibile la parola “alieno” con quelle di “angelo”, “Dio” o “dei”. La mutazione casuale o la modificazione genetica volontaria è spesso invocata invece dell’evoluzione spirituale, annullando di fatto la tripartizione dell’uomo in corpo, anima e spirito o comunque facendo sì che la parte più alta (spirito) sia “determinata geneticamente” da quella più bassa (corpo). Ciò è dovuto al progressivo e generale scivolamento della coscienza umana nel materialismo per effetto della crescente attività spiriti arimanici (particolarmente attivi dal 1879, ovvero dalla fine della lotta di Michele con gli spiriti delle tenebre). La teoria degli antichi astronauti implicherebbe invece che nelle epoche umane precedenti lo stato di coscienza fosse esattamente identico a quello attuale o meglio a quello dell’umanità negli anni ’50 quando gli UFO fecero la loro comparsa nella coscienza collettiva, sprofondando dunque anche nell’inconscio collettivo, pronti a riemergere. Jung, a ragione, riteneva gli avvistamenti UFO delle visioni di massa, allucinazioni collettive derivate dalla soppressione della parte immaginativa dell’inconscio. Anche per Jung la coscienza era estremamente cambiata dai tempi mitici delle visioni angeliche (nondimeno vedremo nel prossimo articolo da dove originino spiritualmente tali visioni). Dunque l’assunto della costanza della coscienza attuale è piuttosto una mancanza immaginativa degli autori di paleoufologia e al contempo un segno dei nostri tempi materialistici.

Per cercare lo spirito, infatti, oggi si pensa a fatto eclatanti ed inspiegabili. Non solo in ambito pseudoscientifico, quale l’ufologia, ma anche nell’ambito della scienza materialistica ufficiale che parla di “mente di Dio”, “particella di Dio”, “teorie del tutto” e così via. Su queste teorie viene poi ricamato molto dai seguaci della più blanda New Age, mischiando vago misticismo e teorie scientifiche (per altro provvisorie e in continua revisione), non facendo altro che materializzare lo spirito e realizzando così il volere di Lucifero e Arimane in un colpo solo.

Ma come testimoniato dalla poetica immaginativa dei testi sacri stessi lo stato di coscienza dell’antico egiziano, del persiano o ancor più dell’indiano erano totalmente diversi dall’attuale: mentre oggi la coscienza è tutta volta al mondo materiale, man mano che si risale nel passato, la percezione chiaroveggente del mondo spirituale era la norma. Per questo nei testi sacri, scritti proprio in quelle passate epoche, si parla così tanto dell’intervento dello spirito: erano capaci di percezione prima diretta (epoca indiana e persiana) e via via più simbolica (egiziana e greco-romana). Più il testo sacro è antico più il suo linguaggio è epico-poetico (per esempio nella Bibbia, il Genesi), e il suo contenuto è mitico. Successivamente diventa leggendario (Antico Testamento) e infine letterale (Vangelo di Giovanni).

Le parole di un testo mitico hanno significati molto più ampi rispetto a un testo letterale, le singole lettere hanno non solo significato alfabetico ma anche numerico (gematrico) e a questa ampiezza di significato sono dovute le grandi differenze interpretative dei testi più antichi rispetto a quelli moderni. Il significato veniva colto attraverso una chiaroveggenza immaginativa, propria del maggiore contatto che l’uomo aveva con la sua dimora spirituale prima della caduta (durante la metà dell’Epoca Lemurica). Per un antico indiano, persiano, egiziano o ebrei la singola parola di un loro testo comprendeva un mondo: per esempio nella Genesi i sette giorni della Creazione corrispondono a sette epoche del passato della Terra, così come nell’Apocalisse il ricorrente numero sette (trombe, angeli, coppe) racconta immaginativamente di epoche future.

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