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Il Diagramma della Trinità

Essendo la Trinità l’essenza prima e ultima di tutta l’evoluzione cosmica, fisica come spirituale, non è affatto facile spiegare in parole e concetti. Tuttavia, l’antroposofia di Rudolf Steiner ci dona una concezione profondissima della Trinità. Alla luce della scienza dello spirito Padre, Figlio e Spirito Santo divengono comprensibili sotto una molteplicità di aspetti e relazioni che nondimeno rimandano uno all’altro, seguendo una serie di metamorfosi.

Devo però dare un avviso, affinché non si possano creare equivoci: questo studio non ha la benché minima pretesa di “spiegare” il Mistero della Trinità e le sue relazioni con gli altri esseri spirituali. Tutt’altro. L’intento di questo studio scientifico-spirituale è “dispiegare” le relazioni tra la Trinità e gli altri esseri spirituali, così da fornire una mappa di relazioni attraverso cui orientarsi. La Trinità è il più grandioso e sacro mistero di cui l’uomo sia testimone: proprio per questo è doveroso divenirne coscienti.

Lo scopo è che ogni individuo stabilisca un rapporto individuale con l’essere e il mistero della Trinità. Questo studio dimostrerà infatti che la concezione antroposofica della Trinità apre orizzonti sconfinati al ricercatore spirituale che ne indaghi l’essenza e la manifestazione. Come ogni altro studio presente su questo blog, possono esservi imprecisioni ed errori che sarò lieto di discutere, modificare e correggere.

La Trinità è prima di tutto composta dai Tre Logoi:

  1. Primo Logos
  2. Secondo Logos
  3. Terzo Logos

Questi Tre Logoi sono conosciuti con diversi nomi nelle varie tradizioni spirituali: nell’induismo sono noti come Trimurti (Brahma, Visnu e Shiva); nello gnosticismo come Protennoia Trimorfica (Padre, Madre, Figlio); nella religione egiziana come Osiride, Iside e Horus. Ma nonostante queste differenze superficiali la concezione della triplice divinità è comune a tutta l’umanità, mentre la assume la manifestazione più consona a quel dato popolo grazie all’intervento delle guide spirituali dell’umanità di ogni periodo storico.

Ain, Ain Soph, Ain Soph AurPer inserirci nella concezione attuale della Trinità dobbiamo prima di tutto comprendere come questa sia già anticipata nelle epoche di cultura precedenti.

Nella Cabala ebraica i Tre Logoi prendono il nome di:

  1. Primo Logos: Ain, il Nulla
  2. Secondo Logos: Ain Soph, l’Illimitato
  3. Terzo Logos: Ain Soph Aur, la Luce Illimitata
Nell'orfismo il cosmo nasce da un uovo sul quale è avvolto diverse volte (4 o 7) il serpente dell'Eternità, l'Uroboros.

Nell’orfismo il cosmo nasce da un uovo sul quale è avvolto diverse volte (4 o 7) il serpente dell’Eternità, l’Uroboros.

Nell'uovo cosmico le spire del serpente Uroboros, dal cerchio originario, si suddividono in quattro cerchi, ovvero i quattro mondi, e poi in sette cerchi, ovvero le orbite dei pianeti.

Nell’uovo cosmico le spire del serpente Uroboros, dal cerchio originario, si suddividono in quattro cerchi, ovvero i quattro mondi, e poi in sette cerchi, ovvero le orbite dei pianeti.

Questi tre principi, come la Trinità cristiana, danno poi origine a tutta la creazione attraverso l’emanazione delle dieci Sephiroth che compongono l’Albero della Vita. Sono tre involucri che costituiscono il triplice guscio dell’uovo cosmico (o uovo orfici) al cui interno si trova lo spazio entro il quale avviene la creazione e germina l’Albero della Vita.

Quando nel Medioevo la Cabala entrò nei circoli mistici cristiani, si comprese che nella saggezza esoterica ebraica era prefigurata la Trinità e che dunque la concezione Trinitaria doveva già far parte del cristianesimo delle origini. Per questo motivo essa, pur essendo solo implicita nei Vangeli, viene adottata come verità della tradizione dalla Chiesa Cattolica.

Anche entro l’antroposofia, si usa la terminologia cristiana delle tre Persone della Trinità:

  1. Primo Logos: Padre
  2. Secondo Logos: Figlio
  3. Terzo Logos: Spirito Santo

Nonostante la declinazione maschile, è necessario concepire la Trinità come non sessuata anche se nelle sue manifestazioni può alternativamente assumere polarità attiva o passiva per compiere il piano di Creazione. Vedremo in seguito le relazioni sussistenti tra le tre Persone.

La Trinità e l’uomo tripartito

Ma se l’antroposofia adotta la terminologia cattolica, se ne distanzia quanto più dalla sua concezione in relazione all’uomo. Nel cattolicesimo infatti la Trinità è un dio totalmente trascendente che lascia l’uomo piuttosto abbandonato in una “valle di lacrime” quale la Terra. Per l’antroposofia (ma anche in altre vie esoteriche), invece, l’uomo contiene in sé il principio Trinitario, anche se ad un livello evolutivo spirituale meno elevato.

Per questo motivo la Trinità si riflette anche nella costituzione occulta dell’essere umano, cioè nella tripartizione in corpo, anima e spirito che a loro volta sono il riflesso delle potenze dell’anima (volere, sentire, pensare). Così, come è indicato nella Meditazione della Pietra di Fondazione:

  1. Padre: volere nelle membra (corpo)
  2. Figlio: sentire nel ricambio (anima)
  3. Spirito Santo: pensare nel capo (spirito)

E a loro volta la Trinità si riflette nel triplice spirito dell’uomo:

  1. Padre nell’Uomo-Spirito ovvero nel corpo fisico trasformato dall’Io
  2. Figlio nello Spirito Vitale, il corpo eterico trasformato dall’Io
  3. Spirito Santo nel Sé Spirituale, il corpo astrale trasformato dall’Io

Queste sono le emanazioni dell’essenza stessa dei Tre Logoi della Trinità entro il microcosmo dell’uomo. Infatti si può dire che, come l’autentico esoterismo riconosce la tripartizione in corpo, anima e spirito; così l’autentico esoterismo deve ammettere la tripartizione di Dio nella Trinità. Avendo uno spirito, l’uomo è potenzialmente partecipe della Trinità, ne può afferrare l’esistenza e di converso l’uomo può essere compreso dal suo Creatore. In questo senso la Trinità è immanente nell’uomo. La chiesa cattolica invece decretò la scissione totale tra uomo e Trinità, quando nel Concilio di Costantinopoli dell’869 d.C. introdusse la concezione dualistica dell’uomo in corpo e anima, negando lo spirito.

La Trinità nell’Eternità

Se risaliamo poi dal microcosmo fino al macrocosmo, e poi ancora oltre, al di fuori dello spazio-tempo, nell’Eternità, abbiamo anche che la Trinità è trascendente la Creazione stessa:

  1. Il Padre è la Coscienza nell’Eternità, crea la coscienza dal nulla ma trae l’esperienza dalla catena evolutiva precedente;
  2. Il Figlio è la Vita nell’Eternità, dona la vita alla coscienza creando un essere;
  3. Lo Spirito Santo è la Forma nell’Eternità, produce esseri dotati di forma.

Queste sono le azioni continue che dall’Eternità si riversano entro il flusso dell’evoluzione cosmica, rendendola non solo possibile in linea di principio, ma anche esistente sia nello spazio-tempo che nell’eterno presente. Questa attività fondamentale della Trinità non viene mai meno, mentre cambia la sua manifestazione entro l’evoluzione stessa, come vedremo successivamente.

La costituzione occulta della Trinità

Infatti nonostante la Trinità sia nell’Eternità, ovvero oltre l’arco di tempo descritto dalle Sette Metamorfosi della Terra, i suoi arti costitutivi inferiori si estendono entro lo spazio e il tempo della Creazione. Questi arti spirituali corrispondono ai Tre Logoi più la Prima e la Seconda Gerarchia:

  1. Uomo-Spirito: il primo Logos, il Padre
  2. Spirito Vitale: il secondo Logos, il Figlio
  3. Sé Spirituale: il terzo Logos, lo Spirito Santo
  4. Anima cosciente: i Serafini o Spiriti dell’Amore
  5. Anima razionale: i Cherubini o Spiriti dell’Armonia
  6. Anima senziente: i Troni o Spiriti della Volontà
  7. Corpo astrale: Dominazioni o Spiriti della Saggezza
  8. Corpo eterico: Virtù o Spiriti del Movimento
  9. Corpo fisico o Fantoma: gli Elohim o Potestà o Spiriti della Forma. Per corpo “fisico” della Trinità si intende piuttosto il “fantoma”, ovvero l’insieme delle forze della forma che tengono insieme la sostanza elementare nella forma che gli è propria.

Dunque la costituzione della Trinità si può comprendere se teniamo conto che i suoi corpi sono in realtà interi cori angelici dotati di una propria identità, ruolo spirituale e coscienza. Ovviamente questi corpi non sono soggetti al disfacimento come i corpi sottili dell’uomo ordinario: gli arti costitutivi di Dio si comportano, a un livello incommensurabilmente più elevato, come i corpi sottili degli iniziati più sublimi che continuano la loro evoluzione agendo dal mondo spirituale.

O ancora, per rendere la stessa idea da un altro punto di vista, possiamo dire che ogni corpo di Dio si comporta in sé come l’Io dell’uomo che è l’unica parte che continua la sua evoluzione senza nascere o morire mai (innatale e immortale). Così, il triplice corpo (la Seconda Gerarchia) e la triplice anima (la Prima Gerarchia) della Trinità continuano ad evolvere nel corso del tempo, mentre i tre Logoi si trovano nella sfera oltre l’evoluzione, ovvero nell’Eternità. Con l’intero dispiegarsi della sua costituzione spirituale, Dio è immanente nella Creazione e trascendente nell’Eternità.

La Trinità e le Gerarchie Spirituali

Ognuna delle Persone della Trinità ha una relazione più stretta con una delle Gerarchie Spirituali nel loro complesso, e con uno dei cori angelici in particolare. Quando una delle tre Persone si manifesta lo fa attraverso una particolare gerarchia e coro angelico di cui è a capo:

Seppure la Trinità è attiva in tutte le Gerarchie Spirituali, le singole Persone sono più in relazione a una Gerarchia e un coro specifici: Il Padre (azzurro) è in stretta connessione con la Prima Gerarchia nel suo complesso e con i cori di Troni (1a), Dominazioni (2a), Principati (3a); il Figlio con la Seconda Gerarchia nel suo complesso, con i cori di Serafini (1a), Potestà (2a), Arcangeli (3a) e con l'Uomo (10a); lo Spirito Santo con la Terza Gerarchia nel suo complesso e con i cori di Cherubini (1a), Virtù (2a), Angeli (3a).

Seppure la Trinità è attiva in tutte le Gerarchie Spirituali, le singole Persone sono più in relazione a una Gerarchia e un coro specifici: Il Padre (azzurro) è in stretta connessione con la Prima Gerarchia nel suo complesso e con i cori di Troni (1a), Dominazioni (2a), Principati (3a); il Figlio con la Seconda Gerarchia nel suo complesso, con i cori di Serafini (1a), Potestà (2a), Arcangeli (3a) e con l’Uomo (10a); lo Spirito Santo con la Terza Gerarchia nel suo complesso e con i cori di Cherubini (1a), Virtù (2a), Angeli (3a).

Nella manifestazione del creato, quando entra in azione la volontà cosmica del Padre, essa scende dall’Eternità nel flusso dell’evoluzione attraverso i Troni o Spiriti della Volontà, poi attraverso le Dominazioni o Spiriti della Saggezza e infine attraverso i Principati o Spiriti del Tempo. Nel suo complesso, poi, l’azione della Prima Gerarchia è un riflesso della coscienza cosmica del Padre per cui nella loro vita esteriore creano mondi, in quella interiore creano degli esseri che sono i loro discendenti nella natura. Questi sono gli Spiriti dei Periodi Ciclici che operano in tutte le alternanze cicliche di tempo: l’alternanza di giorno e notte, l’alternanza delle stagioni. Formano l’Io della Terra e coordinano le anime di gruppo animali, vegetali e animali nonché gli elementali.

Il sentire del Figlio invece si manifesta attraverso i Serafini, seguiti dalle Potestà e dagli Arcangeli. Una importante manifestazione a livello degli Arcangeli fu quella dei tre sacrifici sovrasensibili del Cristo avvenuti prima del Mistero del Golgotha. Questa entità nata dall’unione di Cristo e di un Arcangelo, era l’anima adamitica del Gesù del Vangelo di Luca, rimasta intoccata dalla cacciata dal Paradiso Terrestre. Cristo poi si incarnò nel corpo del Gesù di Nazareth, sancendo così la sua unione con il destino dell’umanità e della Terra di cui divenne lo Spirito. La vita del Figlio si esprime poi attraverso la Seconda Gerarchia nel suo complesso: esteriormente si esprimono attraverso la creazione delle anime di gruppo di vegetali e animali a cui restano legate, mentre interiormente stimolano la vita di questi stessi esseri. Nel complesso i discendenti della Seconda Gerarchia sono il corpo astrale (anima) della Terra.

Il pensare dello Spirito Santo si manifesta attraverso i Cherubini, che sono gli Spiriti che presiedono ai segni zodiacali, poi alle Virtù o Spiriti del Movimento e infine negli Angeli, specialmente negli Angeli Custodi degli esseri umani. Nel loro complesso, la Terza Gerarchia, lavora per lo Spirito Santo: esteriormente si esprimono con la produzione degli elementali, mentre interiormente sperimentano la pienezza del proprio spirito. Nel complesso sono il corpo eterico della Terra.

La Trinità nell’evoluzione cosmica

I Tre Logoi sono anche la ragione dietro il triplo sette (777) o numero del completamento: infatti dopo 7 x 7 x 7 = 343 stadi di sviluppo, nell’evoluzione spirituale si raggiunge il completamento di quella data catena evolutiva. Tutto ciò che avviene dopo questi 343 stadi avviene come principio di un’altra catena evolutiva (seguendo la legge dell’ottava superiore). Ogni Logos è rappresentato in questo numero mistico da un singolo 7 così che il più elevato numero di completamento si ha nella relazione tra Dio, Macrocosmo e Microcosmo:

  1. 7 Primo Logos: Dio
  2. 7 Secondo Logos: Macrocosmo
  3. 7 Terzo Logos: Microcosmo
I Tre Logoi: il primo Logos, Dio o il Padre; il secondo Logos, Macrocosmo o il Figlio; il terzo Logos, Microcosmo o lo Spirito Santo.

I Tre Logoi: il primo Logos, Dio o il Padre; il secondo Logos, Macrocosmo o il Figlio; il terzo Logos, Microcosmo o lo Spirito Santo.

I Tre Logoi si manifestano nell’evoluzione secondo le relazioni date dal numero del completamento 777:
  1. Primo Logos: 7 Metamorfosi della Terra esistenti come archetipi nell’Eternità;
  2. Secondo Logos: 7 Elohim creatori del Macrocosmo;
  3. Terzo Logos: 7 Chakra come organi eterici del Microcosmo.

Il completamento di queste tre serie evolutive avverrà alla fine del Futuro Vulcano, quando l’uomo sarà ormai diventato un creatore, completando la conquista del settimo chakra, quello basale, e con esso il fondamento del corpo fisico. A quel punto si giunge alla fine della catena planetaria attuale: la Terra da pianeta diverrà stella fissa, il nuovo Sole, e infine da stella fissa diverrà la futura fascia zodiacale. In questo processo il cosmo di amore di Vulcano si sacrificherà, cavitandosi, divenendo così il nuovo Zodiaco della prossima creazione dell’Uomo-Dio.

Nell’ambito delle 7 Metamorfosi della Terra, ogni Persona della Trinità è più attiva entro una particolare coppia di metamorfosi planetarie:

  1. Padre: Antico Saturno + Futuro Vulcano cioè 1 = 7 nel Devachan Superiore. Nell’Antico Saturno il Padre agì attraverso i Troni o Spiriti della Volontà incaricati dell’evoluzione dell’uomo;
  2. Figlio: Antico Sole + Futura Venere cioè 2 = 6 nel Devachan Inferiore. Nell’Antico Sole il Figlio agì attraverso le Dominazioni o Spiriti della Saggezza;
  3. Spirito Santo: Antica Luna + Futuro Giove cioè 3 = 5 nel Mondo Astrale. Nell’Antica Luna lo Spirito Santo agì attraverso le Virtù o Spiriti del Movimento.

Entro la metamorfosi della Terra agisce invece l’ultimo arto costitutivo della Trinità, gli Spiriti della Forma o Elohim come incaricati dell’evoluzione dell’essere umano. Inoltre al passaggio tra la metà Marte e la metà Mercurio si incarna Cristo, ovvero il Figlio, nel corpo di Gesù di Nazareth per compiere il Mistero del Golgotha. Infine come intermediari tra l’umanità e il Cristo, intervengono 7 Maestri della Saggezza e Armonia dei Sentimenti, facenti parte della Cerchia dei 12 Bodhisattva.

Gli Elohim poi si riflettono attraverso la loro attività spirituale in tutto il creato poiché, in quanto rappresentanti del corpo fisico della Trinità, sono responsabili dell’effettiva opera di Creazione. Il macrocosmo nel suo complesso è dunque l’ultima manifestazione del corpo fisico di Dio, una cristallizzazione dell’attività formatrice degli Elohim.

Alla creazione macrocosmica degli Elohim segue gerarchicamente l’azione dei sette arcangeli delle epoche. Steiner specifica che tre di questi sono particolarmente legati all’attività di uno dei Tre Logoi:

  1. Anael di Venere dirige il potere della coscienza del Padre che crea i centri di coscienza dell’esistenza;
  2. Michael del Sole dirige la potenza della vita del Figlio infondendola nelle idee del Padre, le idee divengono così esseri;
  3. Samaele di Marte dirige la forza della forma dello Spirito Santo conferendola alla vita creata dal Figlio, creando così le forme viventi.

La Trinità e la Trinità del Male

Possiamo poi considerare la numerologia che la Trinità adombra: la Trinità è esprimibile come 3, ovvero la somma delle tre Persone nell’Uno = 111. Siccome ognuna delle tre Persone si relazione con se stessa e con le altre due Persone, si arriva a 3 volte le tre Persone = 333. Il 333 è dunque il numero delle relazioni interne alla Trinità nell’Eternità. La somma di tre volte tre è 9, il numero della costituzione occulta dell’uomo (triplice corpo, triplice anima, triplice spirito) e dei cori angelici, gli agenti della Trinità (Padre: Prima Gerarchia, Figlio: Seconda Gerarchia, Spirito Santo: Terza Gerarchia). Se moltiplichiamo il 3 di ognuna delle Persone della Trinità per i 3 cori angelici loro tramite, otteniamo 999, che è il contrario di 666 il numero della Bestia. Dunque se attraverso il 999 la Trinità si manifesta nell’evoluzione, così come l’uomo procede nell’evoluzione; nel 666 avviene il suo opposto e dunque l’uomo procede nell’involuzione sotto il numero dell’Anticristo.

La Trinità del Male si contrappone alla Trinità, ma mentre Padre, Figlio, Spirito Santo esistono anche nell'Eternità; Asura, Arimane e Lucifero esistono solo nella sfera dell'evoluzione e dunque verrano in una qualche misura rendenti dall'agire spirituale umano. Solo Sorath, il demone solare, esiste fuori del tempo e dello spazio.

La Trinità del Male si contrappone alla Trinità, ma mentre Padre, Figlio, Spirito Santo esistono anche nell’Eternità; Asura, Arimane e Lucifero esistono solo nella sfera dell’evoluzione e dunque verrano in una qualche misura rendenti dall’agire spirituale umano. Solo Sorath, il demone solare, esiste fuori del tempo e dello spazio.

Il 666 può essere considerato il numero della Trinità del Male (Asura-Arimane-Lucifero), ovvero il rovesciamento del quadrato perfetto della Trinità 333. Nel’ambito dell’evoluzione Asura è il Padre rovesciato (corpo), Arimane è il Figlio rovesciato (anima), Lucifero è lo Spirito Santo rovesciato (spirito). Ma nell’ambito dell’Eternità  sono un unico essere l’Anti-Dio, chiamato Sorath il demone solare e anticristo per antonomasia. Ma non solo: il 666 è anche una precisa indicazione di una serie di stadi evolutivi della Terra: alla sesta metamorfosi, sesta condizione di vita e sesta condizione di forma della Terra (666) si compirà il grande sbarramento: sarà completa la separazione definitiva della catena planetaria della Terra da quella alternativa governata dalle potenze dell’ostacolo (luciferiche, arimaniche, asuriche e l’anticristo Sorath), l’Ottava Sfera. L’umanità evoluta avrà redento il male e sarà libera di procedere nell’evoluzione fino a raggiungere lo stadio divino. Il resto dell’umanità non è ormai più umano, è intrappolato nell’Ottava Sfera e verrà condotto verso un’evoluzione tra i cori delle potenze dell’ostacolo asuriche, arimaniche o luciferiche.

Dalla Trinità ai Sette Spiriti di Dio

Ma da dove scaturisce la relazione tra il 3 nell’Eternità e il 7 nella Manifestazione? L’attività della Trinità si esprime seguendo il numero sette, poiché sette sono le possibili relazioni tra le tre Persone della Trinità. Tenendo presente che la Trinità in sé è sempre presente nell’ambito dell’Eternità, la relazione cambia se entriamo nello scorrere del tempo.

Inizialmente la relazione è tra il Primo e il Secondo Logos (i seguenti schizzi sono di Rudolf Steiner stesso):

La relazione tra Primo e Secondo Logos.

Nel Primo Logos Coscienza, Vita e Forma sono ancora indifferenziati. Il Padre è dunque non manifesto, è la tenebra dell’Ain della Cabala. Riflettendo se stesso, acquisisce coscienza di sé e, sacrificando la sua vita origina il Secondo Logos ovvero l’Ain Soph, la Luce Illimitata. Questo secondo Logos contiene da una parte l’immagine spirituale del Primo Logos, dall’altra la sua propria natura ovvero il desiderio assoluto della Vita. Padre e Figlio danno vita ad esseri dotati di Coscienza e Vita, ma privi di Forma. Questi esseri sono le Gerarchie Spirituali.

Nel corso dell’evoluzione cosmica si può vedere un riflesso manifesto di questa relazione nel passaggio dalla metamorfosi dell’Antico Saturno a quella dell’Antico Sole, nei rispettivi manvatara (giorni cosmici).

Le confessioni cristiane che negano la Trinità si fermano alla realtà del Primo Logos, ovvero negano che esso abbia generato la Vita dalla Coscienza di sé. Le confessioni che invece arrivano a concepire il Secondo Logos hanno trovato difficoltà nel comprendere che esso è duplice, contenendo sia l’immagine spirituale del Padre che la Vita del Figlio. Da questo equivoco nasce la diatriba tra monofisismo e il duofisismo (o nestorianesimo), nonché tutta una serie di concezioni cristologiche che variano su questo tema.

Successivamente si aggiunge il Terzo Logos, che riflette entro di sé gli altri due Logoi:

La relazione tra i Tre Logoi: a = Primo Logos (luce del mondo spirituale), bc = Secondo Logos; abc = Terzo Logos (a = oscurità spirituale, b = il desiderio assoluto, c = l'immagine spirituale del Primo Logos).

La relazione tra i Tre Logoi: a = Primo Logos (luce del mondo spirituale), bc = Secondo Logos; abc = Terzo Logos (a = oscurità spirituale, b = il desiderio assoluto, c = l’immagine spirituale del Primo Logos).

Il Terzo Logos origina come riflesso degli altri due Logoi e delle relazioni esistenti tra di loro. In esso vive una triplice riflessione con l’immagine spirituale del Primo Logos, L’immagine speculare di ciò che il Primo Logos ha fatto nel Secondo (la vita o desiderio assoluto), e infine ciò che il Secondo Logos ha restituito al Primo Logos (l’oscurità spirituale). Con l’aggiunta del Terzo Logos può cominciare la molteplice manifestazione della Creazione entro la Forma. Infatti con la terza metamorfosi dell’Antica Luna discendono le forze dello Spirito Santo in cui operano i Tre Logoi. Una volta conclusa l’Antica Luna, si passa a quella della Terra, in cui la Trinità è manifesta come i Sette Elohim: essi creano il mondo in sette giorni.

In questa triplice riflessione dello Spirito Santo vi è la risoluzione della “questione del Filioque” sancita nel Concilio di Toledo del 589: lo Spirito Santo non potrebbe esistere se non fossero esistita una relazione reciproca tra il Padre e il Figlio.

Ora possiamo anche comprendere sotto un’altra luce le parole di Cristo in Matteo 18, 20:

Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

Essendo la Trinità presente entro l’uomo come triplice spirito che scaturisce dall’Io, un uomo da solo riflette il Padre, un secondo riflette il Figlio e nella relazione tra loro sorge lo Spirito Santo. Quando è presente anche una terza persona fisica, si ha la materializzazione dell’opera dello Spirito Santo, ovvero la Creazione, come nel caso dell’unione tra uomo e donna a generare un terzo, il figlio. Le tre persone umane riunite, divengono le tre Persone poiché Cristo è in mezzo a loro.

Nella tradizione indiana questi tre riflessi del Terzo Logos, lo Spirito Santo, vengono chiamati guna:

  1. Tamas: l’oscurità spirituale (del Terzo Logos) cioè la Forma
  2. Rajas: il desiderio assoluto (del Secondo Logos) cioè la Vita
  3. Sattwa: l’immagine spirituale del Primo Logos cioè la Coscienza

I modi in cui le potenzialità della Trinità si esplicano entro la creazione stessa sono i Sette Spiriti Sorgente dell’Aurora di Jacob Boehme chiamati anche Sette Spiriti di Dio nell’Apocalisse di Giovanni (e anche Sette Raggi entro la Teosofia). Questi sublimi spiriti emergono da tutte le possibili relazioni esistenti entro il Terzo Logos che, come abbiamo visto, contiene in sé contemporaneamente l’immagine del Primo e del Secondo Logos:

  1. Padre = Saturno
  2. Figlio = Giove
  3. Spirito Santo = Marte
  4. Padre + Figlio = Sole + Luna
  5. Padre + Spirito Santo = Venere
  6. Figlio + Spirito Santo = Mercurio
  7. Padre + Figlio + Spirito Santo = Terra

Nella relazione, dall’1 (Dio), si passa al 2 (Padre + Figlio) e da questi al 3 (Trinità). Poi dalle relazioni tra le Persone della Trinità si passa al 7 (dei pianeti nell’evoluzione e nel macrocosmo).

Le sette possibili relazioni della Trinità, dove: a = Primo Logos, il Padre; b = Secondo Logos, il Figlio; c = Terzo Logos, lo Spirito Santo

Le sette possibili relazioni della Trinità, dove: a = Primo Logos, il Padre; b = Secondo Logos, il Figlio; c = Terzo Logos, lo Spirito Santo.

Dai Sette Spiriti di Dio ai 21 Prajapati indiani

Se poi moltiplichiamo questi Sette Spiriti di Dio con le tre attività della Trinità nell’Eternità cioè Coscienza, Vita e Forma (i tre guna), abbiamo: 3 x 7 = 21. Questo numero si riferisce agli spiriti che nell’antica dottrina indiana vengono indicati come Prajapati, si dividono in:

  • 10 Prajapati della Coscienza (che si ricollegano alle Sephiroth dell’Albero della Vita e alla Tetraktys pitagorica)
  • 6 Prajapati della Vita (che si ricollegano ai Sette Misteri della Vita)
  • 5 Prajapati della Forma (ovvero i solidi platonici o quattro elementi + l’etere)

Nel Libro di Dzyan, il libro fondante della Teosofia ritrovato e interpretato da Helena Petrovna Blavatsky, sono citati i Prajapati con le loro suddivisioni. Nella terza strofa della Stanza IV si legge:

3) Dal fulgore della luce, raggio dell’eterna tenebra, balzarono nello spazio le energie risvegliate: l’Uno dall’Uovo, i Sei ed i Cinque.

L’interpretazione della strofa secondo quanto abbiamo finora esposto è la seguente:

  1. “Dal fulgore dell’eterna luce, raggio” = il Figlio, con il suo desiderio assoluto
  2. “dell’Eterna Tenebra” = il Padre, col suo essere immanifesto
  3. “Balzarono nello spazio le energie risvegliate” = lo Spirito Santo, con la sua creazione manifesta
  4. “L’Uno dall’Uovo = 1 dallo 0 = 10 Prajapati della Coscienza
  5. “I Sei = 6 Prajapati della Vita
  6. “I Cinque” = 5 Prajapati della Forma
Sacro Cuore di Jacob Boehme: il cuore è rovesciato per mostrare al suo interno la Tetraktys composta dalle lettere del Tetragrammaton YHWH, che culminano nel Pentagrammaton, il nome YHSWH ovvero Gesù. Il cuore è poi attorniato dal fiammeggiante Jesus Immanu-El, ovvero il nome angelico dato nella profezia di Isaia. Il cuore splende infine della luce del Christus, lo Spirito Solare.

Sacro Cuore di Jacob Boehme: il cuore è rovesciato per mostrare al suo interno la Tetraktys composta dalle lettere del Tetragrammaton YHWH, che culminano nel Pentagrammaton, il nome YHSWH ovvero Gesù. Il cuore è poi attorniato dal fiammeggiante Jesus Immanu-El, ovvero il nome angelico dato nella profezia di Isaia. Il cuore splende infine della luce del Christus, lo Spirito Solare.

Come inciso, è da notare che, nel suo complesso, il numero 1065 è il valore numerico di Jehovah secondo la gematria. Come sappiamo Jehovah fu l’Eloah che plasmò dagli elementi il corpo di Adamo, e che successivamente sacrificò la sua esistenza solare per ritirarsi sulla Luna e da lì guidare il popolo ebraico. Jehovah da dunque ispirato l’Antico Testamento, ovvero l’Età del Padre (cioè l’epoca dell’anima senziente), prima che cominciasse l’Età del Figlio (l’epoca dell’anima razionale). In questa seconda Età è sotto la reggenza di Cristo che è l’ispiratore del Nuovo Testamento. Segue poi l’Età dello Spirito Santo, in cui ci troviamo ancora oggi (epoca dell’anima cosciente). Queste sono in sostanza le Tre Età della Storia Terrena di Gioacchino da Fiore. Non stupisce dunque trovare questa l’associazione simbolica tra Tetraktys, Tetragrammaton, Pentagrammaton e Cristo in Jacob Boehme.

La concezione della Trinità nell’evoluzione umana

Nella storia dell’umanità avviene una ricapitolazione della concezione di Trinità nel passaggio da un’epoca culturale all’altra:

  1. Il primo dei Prajapati è il Grande Architetto dell’Universo ovvero il creatore di una catena planetaria. Nella nostra catena planetaria è noto come Vishvakarman: questo era il nome usato dai Sette Santi Rishi per indicare lo Spirito Solare, il Cristo nell’Antica Epoca Paleo-indiana. La radice “vak” contenuta nel suo nome divine poi “vox” in latino. Inoltre, il titolo di Grande Architetto dell’Universo, si ritrova come massima espressione della divinità nella massoneria (il G.A.D.U.) e in altre società segrete. È da questa comprensione di Dio che, successivamente, sorgono tutte le seguenti, che si succedono nella altre epoche di cultura fino ad arrivare a noi.
  2. Nella Antica Epoca Paleo-persiana si arriva a concepire il dualismo insito nel Secondo Logos. Nello Zend-Avesta è raccontato che il dio primigenio Zeruana Akarana o Zurvan il “Tempo Sconfinato” sacrificò la sua natura uroborica, dividendosi in due e generando così la coppia di gemelli Ahura Mazdao o Ormazd, lo spirito della luce, e Angra Mainyu o Ahriman, lo spirito delle tenebre. Ahura Mazdao, lo spirito della luce creò il mondo con la sua voce come descritto nell’Ahuna Vairya.
  3. Nella terza epoca, quella Caldeo-Egiziana, gli iniziati egiziani compresero la natura trinitaria di Dio, indicandola come Osiride, Iside e Horus. D’altro canto Mosé scrisse la Genesi in cui i Sette Elohim creano l’uomo e la Terra attraverso la Parola. Comincia così a svilupparsi la Cabala in cui la triade dell’Ain Soph dà origine all’Albero della Vita con le sue Sephiroth. Questo è il Tempo dell’Antico Testamento, che perdura fino all’ultimo profeta, Giovanni Battista.
  4. Nella quarta epoca Greco-Romana il Secondo Logos, il Cristo, si incarna entro il corpo di Gesù di Nazareth al battesimo nel Giordano. Il Logos si è incarnato in un essere umano. Cento anni dopo il Mistero del Golgotha, viene scritto dall’Apostolo Giovanni il suo Vangelo, in cui finalmente si arriva alla moderna concezione di Logos, in cui la Parola creatrice è identificata con Cristo.

In Giovanni 1, 14:

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Quando parliamo di Logos ci riferiamo così a Cristo che agisce nella Creazione, ma questa concezione presuppone, come abbiamo visto, l’esistenza di una Trinità. A conferma di questa antichissima concezione dei Tre Logoi, si può vedere come l’incipit del Rig Veda, il testo fondante l’induismo, e del Vangelo di Giovanni, il vangelo del cristianesimo esoterico, siano assolutamente concordi nel definire la relazione tra Dio, Verbo e Spirito Santo:

In origine era Prajapati (Dio) e il Verbo era presso di Lui e il Verbo stesso era veramente il Supremo Dio.

– Rig Veda

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

– Vangelo di Giovanni 1, 1

La Trinità e lo Zodiaco

Infine, dopo il numero 3 e il numero 7, possiamo vedere la Trinità rispetto al numero 12, cioè al cerchio dello Zodiaco. Se affianchiamo la costituzione spirituale della Trinità alla sequenza dei segni zodiacali abbiamo, che:

  1. Lo Spirito Santo corrisponde al segno del Toro
  2. Il Figlio corrisponde invece all’Ariete (l’Agnello)
  3. Il Padre corrisponde allo Zodiaco nella sua interezza.

Trinità Zodiaco Corpi

Il “corpo della Trinità” così costituito si estende fino al segno dello Scorpione (Potestà o Elohim o Spiriti della Forma) che è il suo corpo fisico: si ricorderà infatti che durante la metamorfosi dell’Antico Saturno, nella regione dello Scorpione avveniva la morte delle “uova di calore” che costituivano la massa cosmica esistente in quella remota condizione di esistenza. Là nella regione dello Scorpione è dove gli Spiriti della Forma esercitano la loro influenza sul flusso di Coscienza che viene emanato dal Padre (Prima Gerarchia) e di Vita dal Figlio (Seconda Gerarchia) lungo la serie dei corpi della Trinità. Questo flusso si manifesta infine come Forma creata secondo il tempo (presieduto dai Principati o Archai o Spiriti del Tempo), il popolo (Arcangeli o Spiriti di Popolo) e i singoli individui dotati di karma (Angeli custodi), ritornando così alla Terza Gerarchia, sotto l’egida dello Spirito Santo, la Persona più vicina all’uomo.

A conclusione di questa serie di metamorfosi possiamo unire quanto detto in precedenza sulla Trinità e le Gerarchie Spirituali, facendo concordare la tradizione spirituale dell’astrologia con la cabala ebraica, le sfere planetarie pitagoriche e i guna indiani.

Trinità Guna Sephiroth

La corrente spirituale cristiana qui concorda con la serie delle Sfere Celesti di Pitagora, con le emanazioni di Dio che formano i rami dell’Albero della Vita nella Cabala ebraica, con lo saggezza astrologica dei caldei, su su fino a risalire alla saggezza dell’antica India data dagli Sette Santi Rishi.

Diagramma della Trinità

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