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DraculaUntoldVorrei qui prendere spunto dal recente film Dracula Untold, che racconta la genesi della leggendaria figura di Dracula, per raccontare di quali retroscena occulti vi siano in questa storia, e quali simboli iniziatici vi siano celati. Certamente all’osservatore che abbia conoscenze di scienza dello spirito, saranno arrivate alcune suggestioni che qui cercherò di spiegare.

Da quando nell’attuale Epoca dell’Anima Cosciente, cominciata nel 1430 (e finendo nel 3500 circa), la via del sentire si è separata da quella del pensare, religione e scienza sono andate incontro a un progressivo divorzio. L’inizio della stessa epoca segnò la progressiva diminuzione della possibilità di essere iniziati attraverso la via del cristianesimo esoterico, una via quasi impossibile da praticare oggi, e che richiedeva una ascesi mistica fuori dal mondo.

Ma affinché l’anima cosciente possa fiorire verso la luce del corpo astrale trasformato dall’Io, il Sé Spirituale, nella futura sesta epoca post-atlantica, era necessario che fosse creata una via che riconducesse religione e scienza all’unità originaria, ora in modo del tutto cosciente. Questa è la via rosacroce, preparata dall’individualità incarnatasi come Christian Rosenkreuz. La via della rosacroce si pone come la più alta via della magia bianca, fiorita successivamente in tutte le scuole esoteriche occidentali, fino ai Nuovi Misteri fondati entro la Società Antroposofica da Rudolf Steiner.

Ma come esiste una via della magia bianca, così esiste un contraltare oscuro, di magia nera. Dunque esiste una contro-iniziazione speculare a quella rosacroce e che tuttavia presenta indubbi parallelismi: lo specchio inverso della personalità di Christian Rosenkreuz è quello di Vlad Tepes, noto come Dracula. Ogni scienziato dello spirito può vedere le realtà spirituali che si celano dietro l’allegoria alchemica delle Nozze Chimiche, ma allo stesso tempo deve vedere la sua contro-immagine nella storia del non-morto per eccellenza, Nosferatu, il vampiro.

Le origini di Dracula

Bram Stoker nel 1882

Bram Stoker nel 1882

Infatti l’autore di Dracula, Bram Stoker (1847-1912), nei suoi racconti e romanzi dimostra una grande conoscenza dell’occulto. A riprova di ciò, sappiamo che Stoker fu parte dell’Ordo Templi Orientis ed ebbe stretti contatti con almeno due membri dell’Hermetic Order of the Golden Dawn: J. W. Brodie-Innis e la più nota disegnatrice dei Tarocchi Rider-Waite, l’artista e occultista Pamela Coleman Smith.

Il romanzo di Dracula si pone come un compendio della guerra spirituale tra le forze del Cristo contro quelle dell’ostacolo. Stoker conobbe la leggenda del principe rumeno “Vlad Tepes Dracul” attraverso il professor Armin Vambery, esploratore ungherese con vaste conoscenze della via mistica dei dervisci. Stoker rimase così affascinato dal racconto del Nosferatu che raccolse le leggende slave sui vampiri nell’arco di sette anni. Mettendole insieme alle sue conoscenze sull’occulto cerò Dracula e la sua controparte, Van Helsing.

La figura storica di Vlad Tepes

Vlad Tepes

Vlad Tepes

La figura storica di Vlad Tepes è controversa. Suo padre, Vlad II, fu membro dell’Ordine del Drago, ordine militare fondato nel all’inizio del ‘400 per combattere l’eresia hussita, dottrinalmente vicina ai valdesi (e di cui il filosofo rosacroce Comenius fece parte nel ‘600). Dal nome di quest’ordine deriva il patronimico “Dracula”. In Romania è venerato come eroe protettore del sangue nazionale, nondimeno il suo soprannome “L’Impalatore” (tepes) gli fu dato dall’abitudine di impalare i nemici sconfitti al confine del suo regno per spaventare gli invasori. Già durante la sua vita, in tutta l’Europa, si sparse la voce di come infierisse sui prigionieri, impalandoli a morte. La sua natura crudele fu all’origine di diverse leggende, che Stoker usò per creare la figura del vampiro Dracula.

Quest’aura di ferocia si estese anche dopo la sua morte: tra i suoi discendenti si annovera infatti anche Elizabeth Bathory, nota anche Contessa Dracula, una serial killer ungherese dedita alla magia nera, anche lei accusata di essere una vampira già in vita e che spense più di cento vite per soddisfare la sua “sete”. La leggenda vuole che fosse solita fare il bagno nel sangue delle vergini da lei sacrificate per ringiovanire.

Iniziazione e contro-iniziazione

Christian Rosenkreuz

Christian Rosenkreuz

Per non incorrere in equivoci chiarirò subito che, ciò che si vuole porre in evidenza in questo articolo, non è un paragone storico ma simbolico-esoterico: sono le inversioni simboliche che pongono le Nozze Chimiche e Leggenda di Dracula ai due poli della stessa tradizione esoterica occidentale, i Rosa+Croce. Dunque, così come di Cristiano Rosacroce leggiamo l’allegoria alchemica nelle Nozze Chimiche e non nel suo viaggio storico verso Oriente; allo stesso modo leggiamo la sua inversione simbolica non tanto nel personaggio storico di Vlad Tepes, quanto in quella leggendaria di Dracula di Stoker. Interessante notare anche che la corrente rosacroce passa dall’Oriente all’Occidente passando per il sud del Mediterraneo (paesi arabi e il Marocco), mentre quella di Dracula dal nord.

L’iniziazione di Christian Rosenkreuz (1378–1484) consiste in una resurrezione che attraversa il mondo astrale e ascende verso i mondi superiori. La natura superiore dell’iniziazione di Christian Rosenkreuz, è indicata dal nome iniziatico stesso, Cristiano Rosacroce (abbreviato come C.R.C.), da cui la scuola iniziatica rosacroce prenderà il suo nome. La comparsa pubblica della via rosacroce risale ai tre manifesti originari pubblicati nel XVII secolo: Fama Fraternitatis (1614), Confessio Fraternitatis (1615) e infine ne Le Nozze Chimiche di Cristiano Rosacroce (1616).

La morte mistica

Dracula riposa durante il giorno dentro un bara, così come Christian Rosenkreuz osserva durante la sua iniziazione nelle Nozze Chimiche:

Ora, dopo che il Vecchio Re si fu seduto sulla sua sedia, la testa gli fu immediatamente mozzata via, e avvolta in un pezzo di stoffa nero; ma il sangue fu posto in un grande calice dorato, e sistemato con lui nella sua bara, che fu coperta. Così accadde anche agli altri, e pensai che in ultimo sarei morto anche io, ma mi sbagliavo.

La morte mistica è un passaggio fondamentale dell’iniziazione. Negli antichi misteri, prima del Mistero del Golgotha, il maestro poneva il discepolo in un sonno profondo, talmente profondo da essere simile alla morte, tante che non solo l’Io e l’astrale ma perfino il corpo eterico fuoriusciva dal corpo fisico. Attraverso quel distacco indotto dal maestro, il corpo eterico del discepolo riviveva i grandi avvenimenti della storia dell’evoluzione cosmica, così che dopo un periodo di tre giorni e mezzo, fuoriusciva dalla bara e ritornava sì alla coscienza di veglia, ma come iniziato.

Ad un livello più elevato, Gesù Cristo giacque davvero morto per tre giorni e mezzo nel sepolcro, periodo in cui visitò gli Inferi, come vedremo più avanti. Il Verbo fattosi carne doveva vivere sul palcoscenico della storia del mondo tutto ciò che prima si svolgeva negli antichi misteri come rituale iniziatico. Tutto ciò che era prefigurazione dell’incarnazione dello Spirito del Sole entro la Terra doveva ora svolgersi davvero. Da questo paradigma divino derivano l’iniziazione rosacroce in cui, nelle nozze mistiche, la morte mistica del Vecchio Re precede le nozze mistiche vere e proprie.

C.R.C. alla sua morte fisica, verrà posto in una tomba che verrà ritrovata 120 anni dopo la sua morte, nel 1604. Il ritrovamento viene raccontato nel primo manifesto, la Fama Fraternitatis (1614). Dracula verrà risvegliato dalla sua stessa bara. Nella bara viene posto anche il Compagno massone che venga iniziato al grado di Maestro, il terzo e ultimo della massoneria azzurra in cui viene rivissuta l’esperienza della morte di Hiram.

Tavola del maestro massone: nel rituale del maestro massone Hiram muore e risorge entro il maestro massone stesso che è chiamato a completare l'opera del Maestro Hiram entro la loggia.

Tavola del maestro massone: nel rituale del maestro massone Hiram muore e risorge entro il maestro massone stesso che è chiamato a completare l’opera del Maestro Hiram entro la Loggia.

La leggenda vuole che la bara di C.R.C. fosse di un materiale purissimo, come il cristallo, il diamante o il sale. Questi materiali indicano tutti il farsi della Pietra Filosofale da cui si estrae l’Elisir di Lungavita. Il cristallo è infatti un minerale trasparente, che appare proprio come è, una caratteristica del corpo trasformato dalla luce del Cristo interiore. Più precisamente il cristallo è un diamante, puro elemento carbonio in forma cristallina: la carne umana stesso è formata da composti del carbonio. Tutta la chimica organica è la chimica del carbonio. La trasformazione del carbonio in diamante è una prefigurazione, entro il regno minerale, della metamorfosi del corpo fisico umano in Uomo-Spirito attraverso l’azione dell’Io. Questa è la prima e ultima Pietra Filosofale, il completamento della Grande Opera dell’evoluzione cosmica.

La bara di C.R.C. è la stessa in cui viene posta Biancaneve nel suo sonno iniziatico. Biancaneve è  infatti una fiaba intrisa di esoterismo rosicruciano. Biancaneve (l’anima umana, la Luna), cade vittima dell’incantesimo luciferico, mangia della mela (il frutto della conoscenza del bene e del male) e perde i suoi poteri spirituali. Quando Biancaneve è posta nella bara di cristallo ella è viva nel mondo materia, è incarnata, ma è morta al mondo spirituale. I sette nani che vegliano su di lei sono i metalli o chakra, l’influsso dei Sette Pianeti sulla Terra, che dalla crosta terrestre dove sono precipitati (il corpo fisico) attendono d’esser redenti dall’anima che abbia trovato lo spirito, ovvero il Principe (il Sole), il solo in grado di risvegliare (iniziaticamente) Biancaneve. Biancaneve si innamora a prima vista (spirituale) del Principe e lo sposa, riconquistando così lo stato di grazia perduto (il reame): l’anima umana si risveglia comprendendo ora consciamente il mondo spirituale. Avvengono così le nozze (chimiche) tra l’anima umana e lo spirito umano.

Biancaneve nella bara di cristallo

Nello stesso contesto viene anche citata la decapitazione del Vecchio Re, un passo necessario affinché si produca il Mysterium Coninunctionis dell’alchimia. Si può dire invece che Dracula sia un “Vecchio Re”, il “Re dei Vampiri”, che fa di tutto purché la sua testa non sia tagliata via, così che rimane sulla Terra in virtù delle sole forze del suo capo, del suo cervello che funziona solo attraverso il pensiero riflesso di natura lunare e non attraverso il pensare del cuore solare.

La "decapitazione del Re" fa parte del settemplice processo alchemico del "Martirio dei Metalli" in cui i metalli sono la natura inferiore degli archetipi planetari che deve essere smembrata (analizzata) per poter essere estratta l'essenza archetipale.

La “decapitazione del Re” fa parte del settemplice processo alchemico del “Martirio dei Metalli” in cui i metalli sono la natura inferiore degli archetipi planetari che deve essere smembrata (analizzata) per poter essere estratta l’essenza archetipale.

Il drago e l’ego astrale

La contro-iniziazione di Dracula, così come presentato nel romanzo originale di Stoker, è una morte che sprofonda nei mondi astrali inferiori. Il mago nero rinuncia così definitivamente alla sua anima e diviene un non-morto, un nosferatu. Queste sfere inferiori sono il riflesso sotterraneo delle sfere celesti, i nove cerchi dell’inferno governati dalle Gerarchie Irregolari, gli Ostacolatori. Tra questi vi sono gli Arconti che governano l’ombra dei Sette Cieli.

Simbolo dell'Ordine del Drago: il drago che forma un cerchio rimanda all'Uroboros alchemico, ciò le forze subnaturali domate. Simbolicamente è anche rimarcato dall'avere una spada posta sopra le ali.

Simbolo dell’Ordine del Drago: il drago che forma un cerchio rimanda all’Uroboros alchemico, ciò le forze subnaturali domate. Simbolicamente è anche rimarcato dall’avere una spada posta sopra le ali.

Già a partire dal nome “contro-iniziatico” di “Dracula”. La parola “Dracula” viene dal latino “Draco”: il nome è stato scelto alla fondazione dall’Ordine del Drago in quanto ispirato alle vicende di San Giorgio. Il simbolo scelto è dunque il drago vinto dal santo e la sua coda viene mostrata arrotolata alla testa, come in molte allegorie alchemiche. Tuttavia, a causa della ferocia di Vlad Tepes, avviene un’inversione simbolica, facendo assumere al Dracula di Stoker la valenza opposta.

Confrontando l’iniziazione rosacroce con la contro-iniziazione astrale, il drago assume la massima importanza. A vincere il drago sono l’Arcangelo Michele, l’araldo del Cristo, e San Giorgio, un cavaliere cristiano: l’evento spirituale segna la sconfitta dell’oscurità del materialismo da parte della luce dello spirito. Il drago è infatti un essere spirituale arimanico, colui che si oppone allo Spirito Solare a tutti i livelli della Scala dell’Essere, assumendo diversi nomi nelle diverse epoche ed epiche dei popoli: Arimane contro Ormazd nella Antica Persia, Seth contro Osiride nell’Antico Egitto, Pitone contro Apollo in Grecia, Satana contro il Cristo nel Mistero del Golgotha.

Tintoretto: Discesa agli Inferi (1568)

Tintoretto: Discesa agli Inferi (1568)

Arimane o Satana è il carceriere delle anime, colui che impedisce alle anime di uscire dall’Inferno per risalire alle sfere celesti e proseguire il viaggio ultraterreno. Il Cristo, come psicopompo, durante il suo viaggio all’Inferno libera le anime dei morti e le conduce verso le sfere celesti al momento della sua resurrezione. Al contrario, le vittime del morso di un vampiro divengono dei non-morti, costretti a vivere una vita da vampiro e la cui unica liberazione è la morte.

Immaginativamente il drago è l’ego inferiore, una cristallizzazione astrale che si sostituisce all’Io superiore. L’ego è il risultato dell’influsso luciferico sul corpo astrale. L’ego cerca prima di tutto di conservare se stesso e appagare le sue stesse brame, i sette peccati capitali, sfruttando il prossimo e aggredendo chiunque vi si opponga. Solo lo spirito solare, attraverso la gratuità dell’amore, è in grado di sciogliere questo sedimento astrale e far ritornare l’Io a regnare entro l’essere umano.

Stephen Hawks: Rosa Croce (2013)

Stephen Hawks: Rosa Croce (2013)

Per questo motivo troviamo sulla rosacroce le sette rose rosse che corrispondono ai sette peccati capitali redenti dall’influsso luciferico della brama. Il sangue in cui alberga il desiderio diviene la linfa che accetta la sacra lancia della luce del Sole, donando gratuitamente ossigeno. Dalla nera croce del minerale sbocciano queste sette rose ognuna salvando l’archetipo dei sette pianeti che governano il mondo astrale.

Ma se le sette rose invece che redimere il rosso sangue luciferico, si incupiscono nel nero della croce minerale, abbiamo come risultato una contraffazione arimanica della rosacroce: la rosacroce nera. Lucifero e Arimane si alleano: i sette peccati capitali regnano così sopra la croce, significando l’inverno della resurrezione ovvero la non-morte. Invece del corpo di resurrezione del Cristo Gesù, la vera pietra filosofale, si arriva a indurire il proprio cuore fino a che l’anima non viene “persa”. Il vampiro, attraverso la contro-iniziazione, ottiene un corpo fisico elementare incapace di soffrire e che per sussistere abbisogna del sangue del prossimo: più questo è puro, più ne trae beneficio facendolo decadere nel peccato.

Si può dire che le sette rose rosse sulla croce rosacroce vengano sostituite da sette rose nere sulla croce di Dracula: la rosa croce rossa dell’iniziazione spirituale contro la rosa croce nera della contro-iniziazione astrale. Da questa inversione iniziatica deriva la leggenda delle uniche armi che riescono a uccidere un non-morto quale è il vampiro. In ognuno di questi metodi è contenuta una allegoria alchemica: sono l’antidoto a uno dei sette peccati capitali. Immaginativamente si può dire che ognuna delle sette rose nere può essere redenta in una rosa rossa attraverso queste sette armi sacre in grado di rendere morto il non-morto.

La figura di Van Helsing

Van HelsingLa figura del viaggiatore Armin Vambery, fornì a Stoker l’ispirazione per il professor Van Helsing: egli è un viaggiatore, scienziato e al contempo esoterista. Van Helsing tiene insieme scienza e magia in un tutto capace di agire per il bene dell’umanità sconfiggendo mali occulti, in altre parole un vero Rosa+Croce.

Van Helsing tuttavia non viene chiamato in quanto “esperto di vampiri” quanto piuttosto come abile medico capace di riconoscere la misteriosa malattia che affligge Lucy, nel corpo e nell’anima. Come sappiamo dai Manifesti Rosa+Croce, i suoi membri erano prima di tutto taumaturgi capaci di riconoscere le malattie dell’anima e di guarirle. Stoker plasmò Dracula e Van Helsing come i due antagonisti per eccellenza, complementari e impegnati in una lotta che attraversa il destino di tutti gli altri personaggi. Nonostante il suo cognome faccia supporre un origine olandese, Van Helsing parla con un pesante accento tedesco, esclamando spesso “Mein Gott”, a rimarcare il suo legame con la Germania: sappiamo lo spirito di popolo germanico esser portatore dell’anima cosciente entro l’Europa sviluppando il rapporto dell’uomo con lo spirito, e fu lì che nel tardo medioevo nacque la corrente Rosa+Croce, unendo scienza e magia. Al contrario, quando Dracula si sposta in Inghilterra arriva nell’altro paese portatore dell’anima cosciente, la parte che avrebbe sviluppato il rapporto dell’uomo con la materia attraverso la scienza naturale.

L’essere del Vampiro

Nel romanzo, Van Helsing descrive la mente di Dracula come quella di un ragazzino, bloccato così nella sua età puberale, proprio nel terzo settennio (14-21) avviene lo sviluppo del corpo astrale che inserisce la brama animale entro l’essere umano. L’astralità del vampiro è aggravata dal fatto che, non potendo deporre il corpo formato in una incarnazione, sfugge al karma che dunque non può mai essere superato. Sfugge allo spazio-tempo non attraverso la spiritualizzazione della materia bensì con la contraffazione arimanica dello spirito. Il vampiro ha bloccato la ruota del destino con la violenza e perciò è fuori dal percorso evolutivo regolare. In altre parole è la controparte fisica di un Spirito dell’Ostacolo. Dracula è bloccato a quello stadio di sviluppo e la sua intelligenza è del tutto animalizzata, come dimostrato dalle sue più celebri trasformazioni: nel lupo (= la brama) ed il pipistrello (= il pensiero di morte). Le sue tre spose sono l’allegoria delle tre forze deviate dell’anima (pensare, sentire e volere), ormai completamente esteriorizzate e rivolte ai piaceri del mondo della materia.

Nosferatu di Werner HerzogLa fame di Dracula, inoltre, non serve solo a sfamarlo, ma ha in sé anche una forma di sensualità bestiale. Gli istinti più basilari della sopravvivenza, fame e lussuria, sono dunque i principali moti di Dracula insieme alla sua doppiezza: è formale, educato e gentile davanti agli altri ma diviene  brutale appena un ostacolo si frappone tra lui e il suo obiettivo, variando il suo comportamento in un modo che oggi gli psicologi definirebbero “bipolare”. Un altro tratto maniacale della sua mente è l’aritmomania, ovvero la compulsione a fare calcoli su tutto e ordinare in modo alfanumerico gli oggetti. Un mezzo per fermare temporaneamente un vampiro è infatti quello di spargere a terra riso, un fascio di rametti o un mazzo di carte che il vampiro sarà costretto a riordinare. Questo è un altro tratto del pensare riflesso, che trasforma la qualità delle cose in un aspetto di sola quantità, ovvero nel regno della quantità di Arimane.

Dracula recupera le energie solo se nella sua bara vi è posta della terra del luogo in cui è stato sepolto (la Transilvania): questo significa che il suo corpo è legato alla terra. Il vampiro, essendo privo di anima viene riempito da una moltitudine di esseri spirituali, demoni dell’ostacolo, che lo legano sia al sangue (per il nutrimento) che alla terra (per la forza). I poteri sovrannaturali del vampiro sono dunque legati al rapporto fisico con l’elemento solido del mondo della materia. Questo testimonia ulteriormente il valore contro-iniziatico incarnato da Dracula, che si appella al legame di sangue e alle sfere subnaturali, poste sotto la superficie terrestre per compiere la sua magia nera. Il legame di sangue e di terra riporta alla natura anticristica del vampiro, che rappresenta un’inversione della fratellanza spirituale portata sulla Terra dal Cristo, senza distinzione di nazione (terra) o razza (sangue).

La mancanza del riflesso nello specchio: lo specchio, fatto di argento, riflette nella misura in cui riceve la luce del Sole. L’argento, metallo lunare, possiede una caratteristica riflettente fondamentale che gli permette di fare “le veci del Sole” nel cielo notturno. Apollo, dio greco del Sole, e Diana della Luna erano gemelli. Ora, lo specchio rappresenta l’anima mentre la luce del Sole lo spirito: essendo il vampiro un essere privo di anima, non può lasciar passare attraverso di essa la luce dello spirito che rende la sua figura visibile. Inoltre, poiché il vampiro possiede solo il corpo fisico è un cadavere ambulante, che viene ridotto in cenere dal contatto diretto con lo spirito senza la mediazione dello specchio dell’anima.

L’impossibilità di visitare una casa senza essere invitato: la casa possiede un suo eggregore, nella forma di un genius loci, che è sacro e non può essere violato se non per volere degli stessi abitanti della casa che lo costituiscono attraverso il proprio corpo eterico (vita) ed astrale (sentimenti). Dracula, e i vampiri in genere, vengono solitamente invitati oltre la soglia spirituale della casa dagli abitanti che non riescono a riconoscere la natura oscura del vampiro.

La simbologia delle armi

Kit per uccidere i vampiriTutti i simboli di vita oltre la morte del Cristo risorto entro il suo fantoma, divengono via per la liberazione del vampiro; colui che sarebbe dovuto morire e non risorgere attraverso il corpo fisico elementare, in modo blasfemo. In effetti la morte fisica del non-morto è una liberazione dell’anima che abitava originariamente quel corpo, quando era umano. Attraverso la distruzione del non-morto, i demoni che ne animavano il corpo non possono più nuocere alle anime dei vivi e dei morti.

Si devono vedere queste “armi” come potenti simboli in grado di neutralizzare gli effetti della contro-iniziazione astrale. Nel rivelare le associazioni simboliche ai sette pianeti, si terrà conto di tutti i mezzi tradizionalmente utili a contrastare un non-morto poiché, anche se non originariamente presenti nel romanzo di Bram Stoker, sono presenti nel folklore vampirico:

  1. Luna: al luminare minore è associato l’argento. È il metallo nobile che contiene in sé la forza spirituale del Sole. Essendo lunare, è un metallo femminile, che è capace di trattenere e riflettere, nonché è “sorella gemella” dell’oro del Sole. Le armi d’argento sono capaci di ferire i non-morti poiché contengono in sé la forza spirituale del sole. Anche l’affogamento è un metodo che riesce a uccidere i vampiri, ed essendo la Luna associata agli specchi d’acqua statici, riesce a soffocare il vampiro con una catarsi data dalla riflessione di tutti gli altri influssi spirituali planetari.
  2. Mercurio: pur non essendo tra le armi più note, l’argento vivo o mercurio, è capace di ferire i non-morti a causa della sua risonanza con l’anima, che i non-morti non incarnano. Anche l’acqua corrente, fatale per i vampiri, è un simbolo dell’anima ed è in particolare associata agli angeli il cui riflesso nel fisico si manifesta proprio nel movimento dell’acqua.
  3. Venere: l’acqua santa può essere associata a Venere, in quanto le sue acque sono quelle dell’eterico, del mare della vita, che è capace di generare da sé la nuova vita anche sul piano spirituale. L’acqua santa benedice i corpi fisici che tocca e dunque distrugge quello corrotto dall’astrale subnaturale del vampiro.
  4. Sole: la luce del luminare maggiore è annoverata tra le più potenti armi contro i vampiri che possono esserne indeboliti o perfino ridotti in cenere. Il Sole, allegoricamente, contiene in sé l’essenza dello spirito e del pensiero solare che dunque distrugge il corpo del vampiro privo di spirito umano, e invece abitato da spiriti dell’oscurità, che si dileguano come ombre sotto i raggi del Sole. Anche il paletto di frassino è solare, sia perché l’albero è associato al luminare diurno, sia perché solitamente è diretto al cuore che, nella fisiologia occulta, rappresenta proprio il Sole dell’organismo umano e animale.
  5. Marte: il crocifisso è il simbolo del sacrificio di Cristo e dunque della rinuncia all’ego nel mondo della materia in favore di una superiore coscienza del sé, che sia tutt’una con la volontà Divina. Per questo, da simbolo di morte fisica, diviene simbolo di resurrezione spirituale. Nel Paradiso, Dante colloca l’archetipo della crocifissione perpetuamente osservabile nel mondo spirituale, proprio nel cielo di Marte. Inoltre nella tradizione templare e rosacroce, il crocifisso è una spada rovesciata, conficcanta nel terreno o nella roccia. La spada a sua volta è il Logos che è capace di animare perfino le pietre: il vampiro ne ha orrore poiché sua prerogativa è soddisfare qualsiasi brama egoica, senza alcun sacrificio di sé ma anzi, letteralmente prendere il sangue del prossimo.
  6. Giove: l’immagine del “Vecchio Re” che viene fatto a pezzi è una delle allegorie più costanti in alchimia. Questo Vecchio Re è l’ego astrale, ormai eccessivamente cristallizzato, e che per far nascere il vero Io deve essere fatto a pezzi e sepolto. La decapitazione uccide un vampiro ed è spesso associata al fare a pezzi il corpo e dividerne o cremarne le parti per impedire che possa risorgere.
  7. Saturno: il fuoco di Saturno è il calore che riporta la creazione alla sua origine spirituale dividendo la materia nei rispettivi Tria Prima di Paracelso: fiamma (lo zolfo), fumo (mercurio) e cenere (sale). In questo modo il corpo fisico viene riportato alla sua originaria forma spirituale, spogliata degli elementi fisici. Il vampiro, che è governato da un ego astrale, non può resistere al fuoco, simbolo dell’Io che agisce sul fisico riducendolo a pura forma sovrasensibile, un archetipo privo della componente elementare.

Oltre a ciò, possiamo aggiungere il sale e l’ostia consacrata, il cui pianeta può essere considerata la Terra:

  1. Sale: nell’ambito della creazione, il sale, essendo un cristallo dall’azione è sotto la diretta azione della Prima Gerarchia (in particolare i Troni). È un corpo puro che incarna un archetipo geometrico in forma pressoché diretta. Per Nell’alchimia dei Tria Prima di Paracelso il sale (Sal) divide l’interno dall’esterno derivando dall’unione di mercurio (Mercur, la parte mediana) e zolfo (Sulphur, il fuoco interiore), e sono l’archetipo dietro le reazioni chimiche di neutralizzazione tra acidi e basi che danno appunto i “sali“. Paracelso stesso attribuisce al sale una natura cristica, in quanto luce cristallizzata nel “sale della Terra”. Così la leggenda vuole che i vampiri siano costretti a stare fuori dai luoghi circondati dal sale. Il sale rappresenta una barriera contro i demoni che vogliono impossessarsi di un corpo, creando uno spazio purificato e neutralizzato rispetto alle influenze astrali esteriori. Nella prossima incarnazione, il Futuro Giove, la materia fisica purificata e svuotata della sua sostanza minerale, diviene viene simboleggiata da un puro cubo trasparente (chiamato “mare di cristallo” nell’Apocalisse) il sale appartiene infatti al sistema cristallino cubico.
  2. Ostia consacrata: nel rituale cattolico, l’ostia consacrata diviene letteralmente il corpo di Cristo durante la messa. In esoterismo l’ostia, che è pane, è il più puro distiallato del Cristo in quanto prodotta dal grano: il grano è un vegetale che cresce in primavera e viene mietuto d’estate, da verde (eterico) diviene dorato (spirito). Dunque il grano accumula la forza solare e dal regno vegetale ascende quasi al regno umano trasformandosi in spiga dorata. Ma è l’uomo stesso che dalla farina crea il pane: il pane è dunque l’equivalente della carne del corpo umano nella Natura. Dalla terra/Terra si crea dunque il cibo che dona vita all’uomo. Il Sole-Cristo penetra nel corpo di Gesù al Battesimo e lo trasforma dall’interno, eterizzando il suo sangue. Il sangue eterizzato penetra nell’organismo terrestre e lo Spirito del Sole diviene Spirito della Terra. Come la Terra è letteralmente il corpo di Cristo, così il pane è la sintesi armonica del corpo e dello spirito del Cristo stesso. Ecco dunque che il pane diviene il “corpo di Cristo”, in quanto prodotto dal matrimonio sacro delle forze solari e terrestri. Si capisce quindi quanto sacra essa sia e quanto possa essere contraria all’essere dissacrato e dissacrante del vampiro.

Le piante anti-vampiro

Nell’ambito delle armi e dei rimedi per contrastare i vampiri, meritano una menzione alcune specie vegetali. Le loro caratteristiche esterne ed interne, secondo le relative associazione planetarie, sono simbolicamente attive nel contrastare l’essere del vampiro. Il Regno Vegetale, nel suo complesso, è la manifestazione delle forze formatrici eteriche, cioè le forze vitali della Terra. Dunque le piante hanno il privilegio di essere portatrici di vita, quando il vampiro lo è di anti-vita.

  1. Frassino: il già citato albero ha natura solare. La sua verticalità è imponente, rendendosi così un ponte eterico tra l’alto e il basso, tra il mondo spirituale e il mondo materiale. Il suo legno è talmente duro che nell’antichità poteva essere usato per costruire armi leggere. I druidi intagliavano i loro bastoni e bacchette magiche nel legno di frassino, capace di canalizzazione delle forze eteriche. I romani ne facevano invece dei falò per tenere lontani gli spiriti dei defunti con intenzioni malevole. Dal legno inciso di alcune specie di frassino (l’orniello) si estrae anche la manna dotata di proprietà purificanti.
  2. Rosa canina: la tradizione vuole che la corona di spine posta sul capo di Gesù Cristo durante la passione, fosse fatta proprio di rosa canina. La corona di spine ebbe la funzione di far fuoriuscire il sangue direttamente dal capo di Cristo così che anche le forze del capo potessero partecipare al Mistero del Golgotha. La rosa canina è dunque un simbolo del pensiero solare, vivente ed eterizzato, liberato dal giogo lunare-astrale che caratterizza il vampiro. Corone di rosa canina venivano poste sulle tombe in modo da quietare l’anima del defunto, accompagnandolo con buoni pensieri nei mondi spirituali.
  3. Biancospino: il fusto è associato a Marte, a causa delle spine, mentre i fiori a Venere e alla Grande Madre per la purezza dei fiori. Così, la pianta nel suo complesso, essendo ermafrodita, è considerata un matrimonio tra Venere e Marte, capace di mediare tra la natura maschile e femminile.  Le sue spine sono magiche, in grado di donare un sonno incorruttibile che protegge i maghi: la leggenda vuole che Mago Merlino si sia addormentato  sotto un biancospino. Contenendo anche sostanze in grado di regolare il battito cardiaco si affianca al frassino come scelta del legno per i paletti.
  4. Aglio: l’aglio è simbolicamente associato esteriormente alla Luna, per la sua forma rotondeggiante e bianca, mentre internamente a Marte, per il suo caratteristico odore e sapore. Le sostanze contenute nell’aglio, come la garlicina e allina, formano un olio essenziale dotato di qualità antibiotiche e antiparassitarie. Per questo è considerato un portafortuna. I componenti “marziali” dell’aglio permangono nel sangue anche dopo l’ingestione, facendo odorare l’alito e venendo espulsi con la sudorazione. L’aglio purifica quindi il corpo dell’uomo dalle impurità astrali che si accumulano nel sangue, il veicolo dell’Io: il vampiro teme l’aglio proprio perché è contrario alla sua estrema natura astrale. Un sangue purificato dall’aglio è veleno per il vampiro.

Il rovesciamento dei simboli

In un’epoca in cui è facile imbattersi nel rovesciamento dei simboli, che da negativi vengono fatti diventare positivi e viceversa, è necessario porre attenzione alla storia da cui questi simboli derivano così da poterne afferrare il significato. Il vampiro è stato recentemente “riabilitato” come un simbolo del “bello e dannato” quasi a giustificarne le caratteristiche.

Sto parlando della saga di Twilight di Stephenie Meyer, che nonostante abbia cercato di mostrare i punti positivi dei vampiri, cade proprio per questo intento in una miriade di equivoci e contraddizioni che la figura del vampiro porta inequivocabilmente in sé. Una per tutte la capacità di provare amore e l’assenza dell’anima. Ma la saga della Meyer è solo l’ultimo prodotto di tale rovesciamento. Non è la prima ad aver paradossalmente conferito una interiorità umana al vampiro, le Cronache dei Vampiri di Anne Rice ne sono un esempio meno recente e più tradizionale.

In tutta l’allegoria della genesi del vampiro dobbiamo leggere le avvertenze degli iniziati per non cadere nella trappola della falsa iniziazione astrale, così come indulgere nei sette peccati capitali. Nell’allegoria della morte del vampiro dobbiamo invece leggere i metodi per redimere il cammino iniziatico e riportarlo sulla via del mondo spirituale.

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